San Severino: 150°, studio dell'Arch. Bravi va alla ricerca delle lapidi e dei monumenti risorgimentali

municipio san severino 3' di lettura 18/03/2011 -

L’anniversario dei 150 anni dell’unità d’Italia può anche essere occasione per approfondire studi e ricerche. Ne sa qualcosa l’architetto settempedano Debora Bravi, già autrice del volume edito dall’Amministrazione comunale “Lettura di una città attraverso la sua evoluzione urbana” che, per conto della Soprintendenza ai Beni Architettonici di Ancona, sta “catalogando” le lapidi ed i monumenti risorgimentali presenti a San Severino Marche.



Dopo la proclamazione dell’Unità d’Italia anche in città le lapidi commemorative si moltiplicarono allo scopo di celebrare i gloriosi personaggi del Risorgimento. Si trattò per lo più di uomini che concorsero alla formazione ed al governo della nuova nazione, ma anche di uomini di cultura che attraverso l’arte, la letteratura, la scienza e la musica riuscirono a dare un contributo alla formazione di quel patrimonio culturale comune in cui molti poi si riconobbero.

La facciata ed il palazzo sede del Municipio ospitano diverse di queste testimonianze come la lapide in pietra realizzata in occasione del cinquantenario dell’unità d’Italia dove si può leggere testualmente: “Il pensiero divinatore e l’infiammata parola di Giuseppe Mazzini, l’audacia guerriera magnanima di Giuseppe Garibaldi, il genio politico di Camillo Cavour, la lealtà cavalleresca di re Vittorio Emanuele, maturarono i luminosi trionfi del 1860 quando con fulminee vittorie venivano nel volger di pochi mesi infranta la logora tirannia dei Borboni, sbaragliate le orde mercenarie del Lamonciere.

Nell’anniversario dei prodigiosi avvenimenti che assicurando su incrollabile base l’unità d’Italia, ridonavano la libertà alle Marche, questa memoria solenne settempeda esultante incide nel marmo per decreto del suo municipale consesso, per unanime assenso dei suoi cittadini devoti ai fasti della Patria risorta”.

O, ancora, come nel caso della preziosa targa in marmo, dedicata al marchese dott. Carlo Luzi, ubicata lungo lo scalone dello stesso palazzo comunale. Il testo ricorda la sua attività di uomo di patria, cospiratore, combattente, nonché deputato fin dal 1861 per cinque lunghe legislature. Fra i monumenti ai personaggi che con la loro opera contribuirono all’attività del Risorgimento Italiano è da ricordare pure il semibusto in bronzo che ritrae il celebre scultore Ercole Rosa, opera di Ettore Ferrari del 1899, posta dinnanzi alla facciata del palazzo Comunale, che riporta: “Ad Ercole Rosa la Patria è ancora grande”. Ulteriore testimonianza di quei tempi è rappresentata dal busto di Garibaldi scolpito in pietra, inaugurato nel 1894, posto all’interno dei giardini pubblici, ed innalzato sopra un austero piedistallo, sulla collinetta, a lato della fontana centrale.

L’opera è da attribuire allo scultore Sestilio Rosa, fratello del celebre Ercole Rosa. Il busto è molto simile al Garibaldi di suo fratello Ercole, oggi in mostra alla Galleria Nazionale Moderna di Roma, datato 1875. Infine non va dimenticata una lapide dedicata a Giordano Bruno, filosofo e scrittore (1548-1600), mandato al rogo dalla Chiesa dopo sette anni di carcere, durante i quali si rifiutò sempre di ritrattare le sue opinioni filosofico - religiose.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-03-2011 alle 17:19 sul giornale del 19 marzo 2011 - 1169 letture

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