Scoperta la possibilità di trattare il problema dell’alcolismo con farmaci antidiabetici

3' di lettura 21/04/2011 -

Farmaci antidiabetici per curare l’alcolismo: è questo quanto scoperto da uno studio condotto dal gruppo di ricerca coordinato dal prof. Roberto Ciccocioppo della Scuola del farmaco e dei Prodotti della Salute di Unicam, e realizzato in collaborazione con l’azienda farmaceutica americana Omeros ed i ricercatori americani del National Institute of Health (NIH/NIAAA), guidati dal Dr Markus Heilig.



Il trattamento con Pioglitazone, un farmaco comunemente utilizzato nella terapia antidiabetica ha infatti, dimostrato efficacia nel trattamento della dipendenza da alcol. Lo studio, appena pubblicato dalla prestigiosa rivista americana “Biological Psychiatry”, ha dimostrato che ratti geneticamente selezionati per la loro innata predisposizione ad abusare alcol se trattati con questo farmaco antidiabetico, il Pioglitazone, bevono meno, mostrano una riduzione dei sintomi astinenziali e manifestano una riduzione delle ricadute. Il lavoro dimostra per la prima volta come l’attivazione di una particolare classe di recettori nucleari, i PPARgamma, noti per il loro ruolo nella regolazione delle attività metaboliche del tessuto lipidico, si traduca nella riduzione della dipendenza da farmaci per effetti diretti sul cervello.

“Il nostro gruppo di ricerca – dichiara il prof. Ciccocioppo - ha intuito già da qualche anno il ruolo dei recettori PPARgamma nella dipendenza alcolica. Questo lavoro in particolare è stato oggetto della tesi di dottorato di una giovane collaboratrice, la dott.ssa Serena Stopponi. Ora, grazie anche alla collaborazione con il National Institutes on Drug Abuse (NIDA), che è l’organismo governativo americano che si occupa dello sviluppo delle terapie per la tossicodipendenza, e con la Omeros siamo riusciti a comprendere alcuni dei meccanismi attraverso cui questi recettori intervengono nel regolare vari aspetti della dipendenza da alcol.”

“L’aspetto importante da sottolineare – prosegue il prof. Ciccocioppo – è che il pioglitazone è un farmaco di comprovata sicurezza, perché già in commercio da anni. Non sarà dunque necessario aspettare i classici 13/14 anni prima di vedere una molecola passare dal laboratorio al bancone della farmacia, e ciò potrebbe dunque far sì che in tempi molto rapidi la sperimentazione possa essere fatta anche sull’uomo. La presenza nel team di ricerca del Dott. Somaini, responsabile del SERT di Cossato (ASL di Biella) e dell’azienda farmaceutica Omeros riflettono l’interesse clinico per i risultati fino ad ora ottenuti. Nei prossimi anni, in collaborazione con la Omeros e con il dott. Somaini puntiamo a sperimentare il pioglitazone in clinica. Studi preliminari condotti su pochi pazienti hanno fino ad ora dato risultati molto incoraggianti”.

Questa nuova classe di farmaci potrebbe essere assai utile non solo per il trattamento dell’alcolismo, ma anche per la terapia di altre forme di dipendenza. “Negli Stati Uniti il NIDA – conclude il prof. Ciccocioppo – ha già dato il via ad uno studio clinico pilota su pazienti abusatori di oppiacei e i dati finora ottenuti sembrano essere molto interessanti anche se non sufficienti a dimostrarne la reale efficacia nell’uomo. Siamo comunque molto fiduciosi e speranzosi che questa classe di farmaci possa diventare un nuovo strumento per aiutare chi soffre di queste patologie”.

Il nuovo riconoscimento della comunità scientifica internazionale alla Scuola del farmaco e dei prodotti della salute” di Unicam, premia l’impegno pluriennale del Prof. Ciccocioppo e dei suoi collaboratori, che da anni si occupano dello sviluppo di nuovi farmaci contro le dipendenze, in particolare l’alcolismo.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-04-2011 alle 16:26 sul giornale del 22 aprile 2011 - 1189 letture

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