Camerino Festival chiude con il concerto del maestro Campanella dedicato a Liszt e l'Italia

il pianista Michele Campanella 6' di lettura 17/08/2011 -

Nell’anno in cui il mondo della musica celebra il bicentenario della nascita di Franz Liszt (1811-1886), il pianista Michele Campanella dedica interamente la sua attività di pianista e direttore d’orchestra, per tutto il 2011, al compositore ungherese da lui studiato e amato fin da giovanissima età. Per questo è davvero un’occasione unica il concerto che Campanella, accreditato e applaudito come uno dei massimi interpreti lisztiani, ha in programma al Teatro Marchetti di Camerino venerdì 18 agosto 2011 alle ore 21.30 nell'ambito del Camerino Festival.



Un'occasione per ascoltare alcune splendide rarità pianistiche di Liszt: il magnifico affresco italiano Deuxième Année de Pèlerinage: Italie, l' Après une lecture du Dante (Fantasia quasi Sonata), la Valse–impromptu, le Quatre Valses Oubliées e, in chiusura, il virtuosistico e celebre Mephisto-Valzer

E' lo stesso Campanella a guidarci all'ascolto dei brani scelti per il programma del concerto al Camerino Festival: «Proprio per onorare il titolo del concerto, "Liszt e l'Italia", il programma si apre con la seconda Année de Pèlerinage: Italie, tutta intrisa di una Bellezza che il compositore cerca nella pittura e nella poesia italiane. Qui Liszt esprime una magica contemplazione che vive al limite tra misticismo e erotismo. Certo è che parliamo di capolavori su cui l’ombra dell’amico Chopin guarda con un sorriso benevolo. Per questo Liszt, nella sua Italie, esprime il massimo stato dell’equilibrio raggiunto nella sua maturità, un traguardo decisivo nella storia del frammento romantico e nello stesso tempo una premessa ricchissima di stimoli per la successiva svolta di fine secolo. Con lui le porte della musica dell’avvenire, e dell’impressionismo, sono definitivamente aperte».

Il clima cambia nella seconda parte del concerto: «Liszt trasforma in musica, nel Mephisto-Valzer - - spiega ancora Campanella - la seduzione ingannevole di Mefistofele, con una potenza di immaginazione che da a questa celebre composizione una valenza espressiva che il tempo non ha scalfito. Ma Liszt è stato molto altro e la Valse-impromptu testimonia come egli fosse capace di giocare con il suo talento, con il gusto e l'eleganza del gran signore. Nel suo piccolo orizzonte la Valse-impromptu è un'opera perfettamente riuscita e recupera il senso originale del valzer, la gioia di un ritmo che mette voglia di ballare. E dopo più di trent'anni Listz si confronta di nuovo con questa danza, in un'ottica completamente differente. Le quattro Valses Oubliées andrebbero eseguite sempre in sequenza, perché sono evidenti i legami motivici che le uniscono. Sono nel loro insieme tra le opere più importanti del tardo periodo: segnano una presa di distanza dal wagnerismo in varie occasioni presente anche il Liszt, il quale a sua volta aveva fortemente influenzato il compositore tedesco nelle sue prime prove importanti.

Il pianismo di Liszt, tendenzialmente scuro, opulento e magniloquente, qui diventa limpido, luminoso, astratto. Anche qui esiste la passione così caratteristica della sua personalità, ma è più un ricordo, doloroso perché ormai lontano, piuttosto che una presenza affermativa. Prevale lo sfumato e non è un caso che in accordo con il titolo tutti i valzer finiscano nel nulla, nella domanda senza risposta. E proprio in questi ripetuti silenzi, Liszt ci apre il suo cuore: le battaglie vittoriose della giovinezza sono ormai lontane, è giunto il tempo in cui si tirano le somme di una vita, in cui non si guarda più al pubblico plaudente, ma al cancello che ci aspetta al termine di tanto cammino».

«Franz Liszt - conclude Campanella - vive ancora oggi della fama di sommo pianista, ma quale compositore di rango assoluto continua a subire un giudizio negativo diffuso da oltre un secolo e basato sulla conoscenza di pochissime sue opere. Il bicentenario della nascita può essere un’ottima occasione per scoprire qualcosa di nuovo del repertorio lisztiano e rimodellare l’immagine del compositore ungherese alla luce di un approfondimento che comprenda le opere spirituali, i Lieder, le parafrasi neglette, tutto quel versante che è in grado di trasformare il suo ritratto di musicista e di uomo. Come in pochi altri casi, questo anniversario può rappresentare una svolta nella ricezione del musicista commemorato».

Michele Campanella suonerà prossimamente a Milano per il Festival MI.TO, dirigendo anche l'Orchestra giovanile L. Cherubini e inaugurerà la Stagione da Camera dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma il 21 ottobre. Fra gli appuntamenti di spicco in questo impegnativo 2011, quello del 30 settembre (repliche il 1° e 4 ottobre), in cui Campanella raggiungerà Riccardo Muti a Chicago per il culmine delle celebrazioni lisztiane con l’esecuzione, insieme alla Chicago Symphony Orchestra, del Primo Concerto per pianoforte e orchestra.

Considerato internazionalmente uno dei maggiori virtuosi e interpreti lisztiani, Michele Campanella ha affrontato in oltre 45 anni di attività molte tra le principali pagine della letteratura pianistica e ha affrontato la musica pianistica di Liszt per la prima volta all’età di 14 anni, facendone il suo compositore di riferimento. A 19 anni con il Mephisto-Valzer il pianista ha vinto Concorso Internazionale “Alfredo Casella”. Nel 1968 ha debuttato con le orchestre dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma e della Rai di Milano eseguendo la Totentanz diretto da Eliahu Inbal e Christoph von Dohnanyi. Negli anni Settanta e Ottanta ha lavorato molto sulle parafrasi lisztiane, anticipando e promuovendo la fortuna che questo genere di musica oggi può vantare. Ne ha in repertorio ben quarantuno. Per questo non sono mancati numerosi riconoscimenti che lo legano al nome di Liszt: la Società “Franz Liszt” di Budapest gli ha conferito il Gran Prix du Disque nel 1976, 1977 e nel 1998, mentre nel 1986, centenario della morte di Liszt, il Ministero della Cultura ungherese gli ha conferito la medaglia ai “meriti lisztiani”, così come l’American Liszt Society nel 2002. Dal 2008 è anche Presidente della Società Liszt, chapter italiano dell’American Liszt Society.

Michele Campanella è inoltre l'autore de Il mio Liszt. Considerazioni di un interprete, un volume edito da Bompiani che ha voluto dedicare al compositore ungherese, permeato di ricordi personali e considerazioni artistiche, frutto di un intenso e approfondito lavoro e un atto di omaggio al compositore da lui amato e studiato tutta una vita. Impegnativa anche l’attività discografica di quest’anno: è appena uscito per la Brilliant un cofanetto lisztiano di 6 CD e Michele Campanella on Liszt’s Bechstein registrato a Siena sul pianoforte di Liszt. Nei prossimi mesi anche l’uscita del CD contenente i Lieder del musicista ungherese registrati insieme al tenore Marcello Nardis.

PROGRAMMA

Venerdì 18 agosto, ore 21.30

Camerino, Teatro Marchetti

Liszt e l'Italia

Michele Campanella, pianoforte

Deuxième Année de Pèlerinage: Italie

Sposalizio; Il Penseroso; Canzonetta del Salvator Rosa; Sonetto 47 del Petrarca;

Sonetto 104 del Petrarca; Sonetto 123 del Petrarca

Après une lecture du Dante (Fantasia quasi Sonata)

Valse–Impromptu
Quatre Valses Oubliées

Mephisto-Valzer








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-08-2011 alle 16:22 sul giornale del 18 agosto 2011 - 672 letture

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