San Severino Marche: cittadinanza onorifica ai fratelli 'Di Segni'

san severino marche 4' di lettura 10/10/2011 -

La Città di San Severino Marche renderà omaggio, il 30 ottobre prossimo, ai fratelli Frida, Elio e Riccardo Di Segni, quest’ultimo rabbino capo di Roma, discendenti di una famiglia ebrea che, sfollata dalla Capitale, venne ospitata in località Serripola fra gli anni 1943 – 1944.



Ai fratelli "Di Segni" il Comune assegnerà la cittadinanza onoraria che sarà conferita nel corso di una cerimonia ufficiale in programma al teatro Feronia a partire dalle 15,30. Già sostenuta dalla locale sezione dell’Anpi, intitolata al capitano Salvatore Valerio, la decisione di conferire la cittadinanza onoraria ai fratelli Di Segni è stata accolta con voto unanime, nei mesi scorsi, dal Consiglio comunale di San Severino Marche con la seguente motivazione: “Essi hanno saputo sottolineare con la loro testimonianza il profondo contributo offerto da tutta la popolazione locale a favore della comunità ebraica e di quanti, negli anni 1943-1944, cercarono rifugio dall’oppressione nazifascista. Quali testimoni dell’attività prestata dal padre, Mosè Di Segni, hanno consegnato alla Città intera un’importante pagina di storia permettendo di ricostruire uno spaccato del passato di cui, ancora oggi, la comunità locale va fiera”.

Da sempre profondamente legata alla Città di San Severino Marche, la famiglia Di Segni, grazie anche alla collaborazione dell’Anpi, in questa occasione ha deciso di rendere pubblico un memoriale del dottor Mosè Di Segni, noto medico che durante la guerra di Liberazione si arruolò nella formazione partigiana del Battaglione Mario e prestò tantissime cure non solo ai membri della formazione stessa ma all’intera popolazione civile settempedana. A lui tante persone devono ancora oggi la vita.

Insieme alle testimonianze dei figli Frida, Elio e Riccardo e a quelle di altre illustri figure, il memoriale è diventato un libro dal titolo “Mosè Di Segni medico partigiano. Memorie di un protagonista della Guerra di Liberazione” che, curato da Luca Maria Cristini ed edito dalla Riserva Naturale Regionale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito, verrà presentato sempre domenica 30 ottobre al termine della cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria.

“La pubblicazione del manoscritto del tenente Di Segni – spiega Luca Maria Cristini – offre un documento il cui alto valore deriva dal fatto di essere testimonianza diretta ed immediata di un protagonista dei fatti. Esso ci ricostruisce sentimenti ancora vivi, ci fornisce un’istantanea eccezionale dello stato d’animo dei patrioti in montagna nel quale, talvolta, riusciamo con vero disagio a calarci. Il livello di esasperazione della lotta ci appare in tutta la sua evidenza nei cinici bollettini dei feriti e dei caduti nemici, questi fanno piombare con raggelante immediatezza il lettore nella brutalità delle vicende di quei giorni. Dal punto di vista puramente storico, invece, il documento è una fonte inesauribile di informazioni: gli studiosi della storia di Liberazione vi potranno trovare molti spunti per approfondire e verificare quanto emerse nelle ricerche condotto fino ad oggi”.

In passato al dottor Di Segni è stata assegnata anche la Medaglia d’Argento al Valor Militare sul Campo per essersi distinto “per zelo e coraggio nell’assolvere le funzioni relative alla sua alta missione in parecchi fatti d’Arme durante i quali, rischiando la vita, trasse a salvamento numerosi feriti del suo reparto, nei combattimenti e nelle azioni di rastrellamento effettuati dai nazifascisti e dalle SS tedesche. Nel fatto d’arme del 23 marzo 1944 a Valdiola mentre era intento, nel pieno della battaglia, a soccorrere i feriti del reparto ed a curarne il successivo sgombro nei casolari retrostanti, accortosi che l’avversario con una fulminea manovra cercava di accerchiare il battaglione, ne dava l’allarme incitando i patrioti ad arginare l’irruenza nemica. Postosi perciò alla testa dei patrioti accorsi (…) suscitò e guidò la entusiastica reazione che culminò nella vittoria”.

Riccardo Di Segni dal 2001 è rabbino capo della Comunità Ebraica di Roma. E’ considerato tra le massime autorità spirituali e morali ebraiche in Italia. È vice presidente del Comitato nazionale per la bioetica istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Continua ad esercitare anche la sua professione di medico, come primario di radiologia all'ospedale San Giovanni di Roma.

Elio Di Segni è docente di Cardiologia all’Università Israelitica di Tel Aviv dopo essere stato assistente in Medicina al Pio Istituto di Santo Spirito ed agli Ospedali Riuniti di Roma oltre che assistente in Cardiologia al Lancisi di Ancona. E’ stato ed è tuttora membro dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri e della Società Israelitica per la Salute. Al suo attivo ha oltre cento pubblicazioni.

Frida Di Segni è scrittrice ed autrice di libri sulla storia degli ebrei in Italia dove viene più volte citata e ricordata con grande partecipazione ed affetto anche la città di San Severino Marche. Da sempre attiva nel mondo del volontariato quale alto rappresentante della Croce Rossa Internazionale, risiede ad Ancona e da anni rappresenta la comunità ebraica nelle Marche.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-10-2011 alle 15:38 sul giornale del 11 ottobre 2011 - 852 letture

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