San Severino: approvato il bilancio comunale

Cesare Martini 3' di lettura 02/07/2012 - Il Consiglio comunale di San Severino Marche nella sua ultima seduta, quella che di fatto ha preceduto la pausa per le ferie estive, ha proceduto all’approvazione del bilancio di previsione 2012 e del bilancio pluriennale 2012/2014.

Nella sua lunga relazione d’apertura il sindaco Cesare Martini, che ha tenuto per sé le deleghe relative proprio al bilancio, ha presentato il quadro della situazione con un amaro sfogo: “Lo Stato ha trasformato il ruolo dei Comuni facendoli divenire ormai suoi propri esattori. Siamo molto lontani dagli anni in cui la politica di bilancio era incentrata sulla spesa in quanto l’entrata si presentava essenzialmente come una lista di risorse trasferite per le quali l’ente non doveva porre in essere specifiche scelte amministrative.

Ora – ha spiegato Martini in aula – il legame tra bilancio e territorio è divenuto sempre più forte, quasi esclusivo, e il rapporto si è addirittura invertito. La comunità locale non solo si autofinanzia ma contribuisce a finanziare la maggior parte dei servizi, soprattutto quelli a domanda individuale. Ma senza l’apporto del Comune non sarebbe possibile garantire le risorse necessarie. Ci sono servizi che non erano a nostro carico, si pensi al Giudice di Pace, ma che oggi pesano sul bilancio comunale. Le scelte fatte da questa Amministrazione sono state però quelle che avrebbe fatto il buon padre di famiglia. Ci sono argomenti – ha poi tenuto a precisare nella sua relazione il sindaco, citando il caso della salvaguardia dell’ospedale – sui quali maggioranza ed opposizione sono riuscite a non dividersi”.

Tornando al contesto in cui sono maturate le scelte per la definizione del nuovo conto economico il sindaco ha aggiunto: “Prima il governo Berlusconi con il DL 78/2010 ha tolto ai Comuni 2,5 miliardi di euro, poi il governo Monti con il decreto ”Salva Italia”, che io chiamerei “Affossa Italia”, e la Finanziaria per il 2012, ha aggiunto un ulteriore taglio di 1,45 miliardi ed ha anticipato al 2012 l’applicazione dell’Imu inasprendo di molto gli obiettivi del Patto di Stabilità.

Con tanti soldi in meno, e nuove imposte da valutare e stimare, è stato senza dubbio difficile far quadrare il bilancio, soprattutto quando una gestione sana e ordinata non ha consentito margini di manovra sul fronte della spesa. Responsabilmente ci si è resi conto di non poter intervenire con tagli e ridimensionamenti dei servizi comunali perché un territorio deve essere comunque gestito. Per contenere al massimo la manovra tributaria sono stati attuati tutti i risparmi possibili, in particolare la volontà dell’Amministrazione di alleggerire la struttura amministrativa ha prodotto considerevoli economie sul fronte della spesa per il personale.

Abbiamo comunque salvaguardato i servizi ai cittadini con particolare riferimento al sociale, in considerazione delle crescenti difficoltà espresse dal territorio, mantenuto le tariffe dei servizi offerti alle famiglie come nido, mensa e trasporto scolastico, perché già provate dalla crisi occupazionale e dal maggior costo della vita, attuato una manovra fiscale misurata e calibrata rispetto ai tagli subiti, capace di realizzare un giusto equilibrio tra imposte sul reddito, come l’addizionale Irpef, e imposte sul patrimonio, come l’Imu.

Senza dubbio questa programmazione finanziaria ha avuto come elemento caratterizzante proprio l’introduzione dell’Imu e l’aumento dell’addizionale Irpef come fattore di compensazione della drastica riduzione delle risorse trasferite. Pochi numeri, tuttavia, ci aiutano a capire la dimensione del problema che abbiamo dovuto affrontare: il taglio dei trasferimenti statali è stato pari a 230mila euro, quello che ha riguardato il DL 201/2011 di altri 211mila, il taglio dell’addizionale sull’energia elettrica di ulteriori 140mila euro cui si devono poi aggiungere quello dei fondi del sisma, per 160mila euro, e dei trasferimenti regionali per attività sociali, pari a ad altri 100mila euro. Si tratta di oltre 840mila euro di risorse in meno rispetto al 2011 quasi pari alla previsione 2012 dell’intero settore sociale, vale a dire 890mila euro”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-07-2012 alle 16:27 sul giornale del 03 luglio 2012 - 513 letture

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