San Severino: celebrato il 68esimo anniversario degli eccidi di Chigiano e Valdiola

Eccidi di Chigiano e Valdiola 4' di lettura 02/07/2012 - Alle preghiere recitate in omaggio ai martiri della Resistenza settempedana si sono unite quelle per ricordare Primo Boarelli, partigiano storico del maceratese, nel corso delle celebrazioni per il 68anniversario degli eccidi di Chigiano e Valdiola e della Liberazione del San Vicino.

Come ogni anno, per questa occasione, l’Anpi ed il Comune di San Severino Marche hanno deciso di fare ritorno nei luoghi storici della memoria locale. E lo hanno fatto anzitutto per non dimenticare, come hanno ricordato tutte le autorità che hanno preso la parola fra cui il sindaco, Cesare Martini, il presidente provinciale dell’Anpi, Lorenzo Marconi, la delegata locale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, Donella Bellabarba, e la direttrice dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Macerata, Annalisa Cegna.

Davanti al monumento di Chigiano erano presenti alla funzione religiosa, che è stata officiata dall’abate Luigi Rottini, presidente della Congregazione italiana dell’Ordine Cistercense che ha più volte ricordato anche la scomparsa di don Quinto Domizi, anche il presidente dell’Anpi settempedana, Bruno Taborro, il presidente del Consiglio comunale, Ostilio Beni, il vice sindaco, Vincenzo Felicioli, l’assessore Giampaolo Muzio, il consigliere comunale Alessandra Aronne, i rappresentanti delle sezioni Anpi di Matelica e Gagliole, di Tolentino e Osimo.

Toccante l’omelia dell’abate Rottini: “La nostra morte, sembrano ripeterci i caduti di Chigiano e Valdiola - ha ripetuto questi -, è il prezzo che abbiamo pagato per voi, per ognuno di voi, perché non cadiate nella tentazione di lasciarvi massificare e rendervi anonimi negli ideali di libertà in cambio di facili compromessi con la vostra identità di uomini liberi. Non stanchiamoci di leggere, dal profondo del nostro cuore – è stato poi l’appello lanciato dell’abate - le pagine di grande valore, militare e civile, che ci offre la nostra storia. E non dimentichiamoci di attingere, da tanto amore per veri ed autentici ideali, lezioni di come si serva e si ami veramente la libertà e la Nazione”.

A fare eco alle sue parole è seguito l’intervento del sindaco di San Severino Marche, Cesare Martini: “Chigiano – ha detto Martini – è un luogo saturo di valori di libertà, democrazia, tolleranza e solidarietà. Il luogo dove, ormai 68 anni fa, trovarono casa i valori che animarono gli eroi della nostra Resistenza. Valori che furono condivisi dai nostri nonni e dai nostri padri e che noi non possiamo non condividere, rilanciare, rievocare. Qui, come altrove, qualcuno scrisse con il sangue la storia di un popolo. Qui, come altrove, venne edificata la Patria”.

Il primo cittadino, che ha chiuso citando il discorso pronunciato da De Gasperi subito dopo la Liberazione di Roma, ha infine lanciato un appello ai giovani: “Occorre dar loro una speranza. Purtroppo, ormai, essi sono lontani da noi. Troppo lontani da queste cerimonie. Troppo lontani dai luoghi della politica per colpa, va detto, anche di noi padri”.

“Questi luoghi – ha invece ricordato la delegata dell’Anpi settempedana, Donella Bellabarba - ci narrano di giovani, di uomini e di donne, che nonostante un ventennio di dittatura fascista, di regime basato sulla paura, la disinformazione, la manipolazione delle menti, sono stati capaci di reagire e di pensare ad un altro futuro per l’Italia. Tutti costoro interrogano le coscienze di noi cittadini oggi liberi. Siamo noi veramente consapevoli del passato e del presente? Viviamo tempi difficili ma abbiamo un insegnamento forte: una Costituzione attuale ed ancora da attuare, tanto sono stati lungimiranti i nostri padri costituenti”.

“Il punto di partenza che crea il senso civile di una comunità è la storia – ha infine esordito nel suo intervento la direttrice dell’Isrec di Macerata, Annalisa Cegna, che ha poi tenuto a rimarcare, rivolta a chi ha preso parte alle cerimonie di Chigiano - In questo posto si parla di storia condivisa: c’è l’Anpi, ci sono le istituzioni civili e militari, c’è la comunità. La storia di questi luoghi, che è ben documentata, viene qui condivisa da tutti e questo è molto importante. Il nostro Paese ha bisogno di storia condivisa, non di memoria condivisa”.

Particolarmente incentrato al ricordo di Primo Boarelli è stato da ultimo l’intervento del presidente provinciale Anpi, Lorenzo Marconi. Le celebrazioni si sono poi spostate ad Elcito dove è stata allestita una mostra fotografica sulla Resistenza e, a seguire, si sono tenuti i concerti dei fratelli Severini, del gruppo storico della Gang, e di Cisco.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-07-2012 alle 16:22 sul giornale del 03 luglio 2012 - 538 letture

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