San Severino: traduzione in ebraico del libro 'Mosé Di Segni, medico partigiano'

2' di lettura 20/11/2012 - Il Museo della Shoà ha mostrato interesse all’idea di patrocinare la traduzione in ebraico del libro “Mosé Di Segni, medico partigiano” realizzato dall’Anpi e dal Comune di San Severino Marche ed edito dalla Riserva Naturale Regionale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito con il contributo della Comunità Montana settempedana.

Ad anticipare la notizia al sindaco, Cesare Martini, è stato in questi giorni il professor Elio Di Segni che nei mesi scorsi ha ricevuto la cittadinanza onoraria di San Severino Marche insieme ai fratelli Riccardo Di Segni, rabbino capo della Comunità ebraica di Roma, e Frida Di Segni Russi, scrittrice e farmacista divenuta marchigiana d’adozione.

“Anche se penso che il progetto possa interessare solo un pubblico particolare – ha scritto in una missiva Di Segni al sindaco Martini -, ritengo che sia estremamente importante che il ruolo di San Severino nella lotta di Liberazione e nel salvataggio degli ebrei sia conservato nel museo di Gerusalemme e nelle biblioteche e archivi storici israeliani e per questo mi sono messo al lavoro di buona lena”.

La notizia della traduzione della pubblicazione, contenente un prezioso manoscritto, alcune ricerche ed altre notizie riprodotte e raccolte dal giornalista settempedano Luca Maria Cristini, è stata accolta con grande felicità in città. I contatti fra la famiglia Di Segni e San Severino Marche sono vivi e costanti. A Natale, intanto, la scrittrice Frida Di Segni Russi darà alle stampe un nuovo libro in cui si parlerà, fra l’altro, proprio del legame fra questa famiglia e la comunità locale.

In molti settempedani è indelebile la memoria del medico Mosè Di Segni, padre di Riccardo, Elio e Frida, il quale, allontanatosi da Roma per evitare la persecuzione nazista contro gli ebrei, si rifugiò fra il 1943 ed il 1944 con la sua famiglia proprio a Serripola di San Severino Marche. Nei dieci mesi della sua permanenza, Mosè Di Segni si arruolò, come medico, con i partigiani del battaglione Mario e salvò molte persone.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-11-2012 alle 12:09 sul giornale del 21 novembre 2012 - 521 letture

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