San Severino: la città sul quotidiano 'Avvenire'

san severino 2' di lettura 04/01/2013 - Una foto panoramica che si apre a tutta pagina sulla suggestiva piazza Del Popolo ed una seconda immagine che riprende la facciata del convento di Colpersito. Il quotidiano “Avvenire” dedica un’intera pagina, nell’edizione di venerdi, a San Severino Marche ed al suo territorio.

Un reportage, arricchito da foto mozzafiato capaci di catturare l’attenzione anche del lettore più distratto, realizzato dal giornalista Fulvio Fulvi che è incentrato sulla “Marca di Macerata, i prodigi di un fiume” in cui, partendo dalla sorgente del “fiume colmo di storia che alimentò le gesta di santi e la fede di un popolo”, si arriva al mare.

Dopo essere sceso da Fiuminata a Pioraco l’autore del “viaggio” si sofferma a lungo a parlare di San Severino: “Qui si fermò anche San Francesco durante il suo primo viaggio verso l’Oriente, nel 1212, per incontrare sul monte Colpersito fra’ Pacifico Divini, un trovatore convertito”. Ma il reportage prosegue: “Qui nacquero, nel ‘400, i fratelli Jacopo e Lorenzo Salimbeni, pittori insigni, esponenti dello stile gotico internazionale. La città conserva intatto l’antico borgo con una piazza dalla forma ellittica cinta da loggiati, una delle più belle d’Italia”.

Parlando del fiume da cui ha preso nome l’intera vallata, quella del Potenza appunto, in un’intervista l’economista Massimo Ciambotti, originario di San Severino e preside della facoltà di Economia dell’Università “Carlo Bo” di Urbino, sottolinea sempre sulla stessa pagina di “Avvenire”: “Il fiume Potenza è ancora una risorsa per il suo territorio. I miei ricordi sono legati ai racconti di mio padre che da ragazzo faceva il bagno nel fiume. Durante la guerra poi il fiume era fonte di sostentamento per la popolazione, per l’irrigazione delle colture e la pesca. Sin dal Medioevo esso è stata una fonte formidabile per lo sviluppo di numerose attività artigianali. Molte di queste attività si sono tramandate e non a caso la gran parte di queste sono ancora fiorenti nelle zone industriali costruite proprio a ridosso del fiume”.

Il reportage dedicato alla “Marca di Macerata, i prodigi di un fiume” si chiude con la rubrica “In viaggio con gusto”, firmata da Paolo Massobrio. Ovviamente non si poteva non parlare de “Il ciauscolo, un salame per viandanti”. Scrive, fra l’altro, Massobrio: “Un’enclave da visitare è poi San Severino Marche, e in particolare l’azienda agricola e agrituristica Demetra, che ha sposato la biodinamica e che produce pane e dolci oltre a vendere farro, ceci e lenticchie. A San Severino, Paolo Fattobene di Carni Sant’Elena propone un ciauscolo da manuale, accanto al tipico salame lardellato della tradizione maceratese. Al Forno Pasticceria Allegretto di via Garibaldi 15 c’è invece la pizza al formaggio, ma in piazza Del Popolo non perdete il salame morbido della macelleria Massi”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-01-2013 alle 18:18 sul giornale del 05 gennaio 2013 - 792 letture

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