San Severino: 'La bella addormentata' di Marco Bellocchio su Eluana Englaro al San Paolo

La bella addormentata 2' di lettura 09/01/2013 - La stagione de “i Teatri di Sanseverino” apre il cartellone della rassegna cinematografica con il primo film del 2013 al San Paolo dove giovedì 10 sarà di scena, a partire dalle 21 e fuori abbonamento, la “Bella Addormentata” per la regia di Marco Bellocchio con Isabelle Huppert, Maya Sansa, Gianmarco Tognazzi, Alba Rohrwacher e Toni Servillo.

Tutto si svolge in sei giorni, dal 3 al 9 febbraio 2009, gli ultimi di Eluana Englaro, la cui vicenda resta però sullo sfondo e al cui caso si collegano le storie di diversi personaggi di fantasia. Eluana Englaro, dopo diciassette anni in coma e con alimentazione forzata artificiale, viene fatta trasportare dal padre in una struttura ospedaliera in cui operano sanitari disposti a interrompere il trattamento.

Il fatto scatena le reazioni di fronti opposti: c'è chi vuole impedire a ogni costo che ciò avvenga e chi invece ritiene che sia l'attuazione di un diritto civile. Il senatore Beffardi viene convocato a Roma per la votazione del decreto d'urgenza in materia voluto dal governo per contrastare la volontà del padre della donna; se Beffardi sta maturando dubbi sul voto, anche a seguito di una vicenda personale, sua figlia Maria è invece determinata nel raggiungere la clinica per manifestare contro l'interruzione. Qui incontra Roberto e suo fratello, schierati sul fronte opposto. Intanto il dottor Pallido, un medico capace di vedere nel malato non un caso ma una persona, si trova davanti Rossa, una tossicodipendente che cerca la morte. Invece la Divina Madre, un'attrice ritiratasi dalle scene per assistere la figlia in coma profondo, ha cancellato qualsiasi altro interesse dalla propria vita, a cominciare dal marito e dal figlio.

Marco Bellocchio non si è mai ritirato davanti alle sfide che la coscienza laica e civile impone al suo fare cinema: narratore incalzante e lucido dei fatti ma in grado di trasfigurare in forma astratta e simbolica le tensioni di una vicenda, separando ciò che è umanamente comprensibile da ciò che si nasconde dietro la cieca barriera dell'ideologia, bloccata da slogan preconfezionati.

“Il film – spiega Francesco Rapaccioni, direttore artistico de “i Teatri di Sanseverino” - racconta una vicenda intima e dolorosa su cui ciascuno deve fare i conti con le proprie coscienza e sensibilità, in modo da poter effettuare in piena libertà e consapevolezza una scelta sulla quale è inaccettabile qualsiasi imposizione esterna. Su certi temi non ci può essere un'unica opzione e, soprattutto, non può essere stabilita per legge: non lasciamo che si addormenti, mai, la nostra coscienza”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-01-2013 alle 18:53 sul giornale del 10 gennaio 2013 - 484 letture

In questo articolo si parla di spettacoli, san severino marche, Comune di San Severino Marche

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