San Severino: Rifondazione Comunista sulla bocciatura della centrale Turbogas

rifondazione comunista 2' di lettura 30/01/2013 - Il 16 Febbraio 2005, entrava in vigore il Protocollo di Kyoto, la convenzione internazionale che impegnava i Paesi aderenti alla stessa a ridurre le emissioni di gas-serra, responsabili del surriscaldamento del Pianeta, in misura percentuale varia, fissata per l'Italia al 6,5% in meno rispetto ai valori del 1990 entro il 2012, quindi entro l'anno appena trascorso.

Lo stesso giorno, nella sua ultima seduta utile, prima del suo scioglimento, il Consiglio Regionale delle Marche, dopo un confronto aspro e serrato, tra i vari gruppi consiliari ed anche all'interno della maggioranza di centro-sinistra della seconda Legislatura D'Ambrosio, approvava uno degli strumenti che certamente caratterizzò i lavori dell'intera legislatura, il Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR), unica regione d'Italia a rispettare gl'impegni in tal senso presi nel 2002, in un'apposita Conferenza svoltasi a Torino, da parte di tutti i Presidenti Regionali d'Italia.

Il governo delle Marche, sulla spinta e la determinazione politico-amministrativa del Partito della Rifondazione Comunista, allora in maggioranza e quindi nell'esecutivo regionale con la delega all'Ambiente, assegnata all'Assessore Marco Amagliani, concretizzò attraverso il voto del Consiglio regionale un impegno fortemente voluto e centrale nella sua azione politico-amministrativa.

Di fatto il PEAR, attraverso le sue previsioni ed indicazioni progettuali si muoveva e ancora oggi (fino a quando ?) si muove su tre filoni fondamentali:
1) il risparmio energetico;
2) la coogenerazione distribuita sulterritorio;
3) il ricorso alle energie rinnovabili.
In particolare, per quanto attiene il 2° punto, una scelta rivoluzionaria, e cioè la produzione di energia e calore, fissando la produzione di energia entro i limiti di distribuzione del calore stesso.
Quindi produzione di energia distribuita sul territorio, dove serve, quando serve e quanta ne serve!

Per questa via si è riusciti a bloccare il ricorso ai grandi impianti di produzione di energia quale quello che oggi viene definitivamente stoppato dal Consiglio di Stato in località Rocchetta.
Siamo pronti a scommettere che come sempre accade, soprattutto in questo periodo di campagna elettorale, i detrattori d'allora e fra questi innanzitutto l'ex Forza Italia (oggi PDL) e l'UDC con il suo segretario regionale e presidente della provincia Pettinari, saranno pronti a saltare sul carro del vincitore a fronte dello sventato pericolo e nel contempo quali paladini della sicurezza e della tutela ambientale.

Occorre quindi ristabilire la verità storica e magari attraverso i resoconti delle discussioni delle sedute dei Consigli Regionali d'allora riconoscere tali false ricostruzioni e al contrario accertare che proprio queste stesse forze politiche furono le più acerrime nemiche del PEAR e le più attente rappresentanti di interessi particolari che non corrispondono certamente a quelli delle popolazioni residenti ma molto più concretamente a quelle dei grandi gruppi industriali.






Questo è un articolo pubblicato il 30-01-2013 alle 17:58 sul giornale del 31 gennaio 2013 - 422 letture

In questo articolo si parla di rifondazione comunista, Partito della Rifondazione Comunista

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