Calcio: la Settempeda vince a Macerata e chiude con il marchio positivo

7' di lettura 06/05/2013 - È finita. In gloria! Per l’incerottata Settempeda che pure allo stadio dei Pini, contro una Vis ormai senza più traguardi ma mai arrendevole, ha segnato quasi subito per poi sfiorare il raddoppio in numerose occasioni.

Raddoppio che non è mai maturato come il raggiungimento del pareggio da parte della truppa di Lattanzi che, nel finale, ha stemperato la verve agonistica favorendo la difesa del minimo ma preziosissimo vantaggio da parte dei biancorossi. Il successo pieno a Macerata ha messo la Settempeda al sicuro da ogni tentativo di rimonta delle formazioni inseguitrici e al riparo da ogni tipo di calcolo di classifica avulsa che, in caso di pareggio di capitan Ruggeri e soci, li avrebbe inguaiati a vantaggio del Potenza Picena.

Sarà invece proprio la squadra di Peppe Santoni (scontri diretti sfavorevoli nei confronti dei “cugini” rossoneri) a sfidare la Cuprense, battuta dal Porto Potenza e quart’ultima nella classifica finale, in un match ad alta tensione allo Scarfiotti la settimana prossima. La Settempeda, invece, può godersi il meritato riposo dopo una stagione che aveva preso nelle battute conclusive una brutta piega. All’inizio mister Bonifazi fa la conta.

Il secondo portiere Gubinelli e Passarini sono squalificati, rilevati rispettivamente in panca da Lovaglio e sul terreno di gioco da Menichelli che però ha nelle gambe poco più che metà gara, incerottato come un pelouche al luna park sul ginocchio infortunato di recente, il destro. Con Menichelli a sinistra è l’altro baby Massei a presidiare la corsia di destra, mentre al centro il recuperato a tempo di record (un plauso al fisioterapista Federico Moretti) Barucca fa da spalla a Mulinari, anche lui in imperfette condizioni fisiche, palesate da una vistosa fasciatura alla coscia destra.

Davanti alla cintura difensiva l’eterno capitan Ruggeri è vispo come un uccellino, mentre Serangeli concede la consueta forza gladiatoria al pacchetto mediano, completato dal solido Appignanesi, l’eroe dello spareggio dello scorso anno contro il Pieve di Cagna al San Giobbe. Davanti Skelzen e Marasca, anche lui a scartamento ridotto per la pubalgia, sotto controllo ma mai debellata in questo finale di stagione, giostrano con Magnani, smunto ma ficcante come al solito. Ben Djemia è k.o. dopo l’incredibile incidente di mercoledì scorso e deve dire addio ai suoi compagni di squadra, mentre il giovane Tiranti è bloccato dalla… comunione della sorella.

La Vis presenta in porta l’ex Fermana Morello, davanti al quale c’è una difesa a quattro da destra verso sinistra formata da Tacconi, Ardito, Ballini e Scoccia. Il regista e capitano Gentili detta i ritmi a centrocampo, con Aquino e Luciani alle ali e gli altri a rinforzare la cintura mediana. La Vis parte a spron battuto con un paio di conclusioni pericolose, in particolare quella di Ardito, di testa, su imbeccata da calcio franco di Aquino.

Al 7’ Marasca si libera bene in area per battere forte di destro: Morello è in controtempo ma con il guantone sinistro riesce a smanacciare in corner. Al 12’, però, Ardito placca in area Magnani. L’arbitro indica subito il dischetto da cui Mulinari è glaciale. Palla a fil di palo alla sinistra di Morello e risultato sbloccato: 0-1. Al 14’ Serangeli sfiora il montante con una bomba di collo destro. Due minuti dopo Marasca si libera al limite e fionda di destro alto di un soffio.

Al 19’ Gentili sorvola la traversa, poi Aquino gira di destro ma Pandolfi blocca. Al 34’ occasionissima per la Settempeda di chiudere il confronto: Marasca parte in contropiede e serve centralmente Magnani che allunga la falcata ma non riesce a tenere bassa la battuta a rete. Palla alta. La ripresa si apre con Mulinari che avverte problemi alla coscia destra e deve limitare le sortite in avanti, i crampi di Massei e la benzina finita al valente Menichelli che deve chiedere il cambio, rilevato da Amarildo.

La partita nella seconda frazione è meno prodiga di occasioni da rete. I brividi provengono da un paio di calci piazzati del solito Aquino, con il gaucho disinnescato dalla difesa prima e da Pandolfi poi. Al 76’ Magnani ha un’altra palla buona per raddoppiare ma, dopo il galoppo sulla destra, non riesce a servire al centro Marasca. Il tiro-cross del “Caballo” si perde sul fondo di qualche centimetro. All’80’ un’incornata di Ardito fa gridare al gol, ma finisce a lato di un’inezia, così come il colpo di testa di Ballini sei minuti dopo. È l’ultima occasione del match che l’arbitro fa terminare con mezzo minuto di anticipo.

Tripudio sugli spalti da parte dei numerosi, silenziosi (per l’apprensione) e corretti tifosi biancorossi che con la sicurezza dei 3 punti hanno tolto gli orecchi dalle radioline. L’1-0 consente infatti alla Settempeda di chiudere in nona piazza, in coabitazione con il Loreto. Da lontano per motivi di lavoro il co-presidente Teloni, pur soddisfatto per l’epilogo senza appendici, non nasconde il rammarico per un torneo che ha visto la Settempeda non rispettare i traguardi più ambiziosi fissati all’inizio.

“Resto dell'idea che questa squadra era da play-off. Il blasone di una società come la Settempeda merita risultati adeguati. Da centrare a breve nonostante il freno subìto da passate gestioni che non ci impedirà – conclude Teloni – di raggiungere le mete prefissate, sia a livello di formazione assoluta che di settore giovanile”. Negli spogliatoi, per l’intanto, giustificate scene di esultanza, mentre il trainer locale Roberto Lattanzi ammette: “la vittoria della Settempeda è frutto dei maggiori stimoli avvertiti in campo dai biancorossi. Noi abbiamo fatto vedere giovani interessanti, soprattutto nella seconda frazione di gara”.

Il dirigente della Settempeda, Gianni Scarpeccio, sul fronte opposto, taglia corto: “Per noi è stato come vincere un campionato. Meritavamo la permanenza in Promozione e l’abbiamo ottenuta”. Il collega Marco Nardi è stanco come se avesse giocato. Pugni alzati in segno di esultanza e un grosso sospiro di sollievo: “finalmente ce l’abbiamo fatta”. Mister Bonifazi se la gode: “Ringrazio tutti i ragazzi perché sono stati un gruppo eccezionale in queste cinque gare vissute insieme.

È stata la vittoria del sacrificio. Ringrazio anche la dirigenza per avermi dato fiducia”. Magnani è esausto ma ci prende gusto a ricordare “i miei 9 gol ma anche i 5 rigori procurati. Sono contento!”. Il capitano Ruggeri non è mai stato un grande oratore ma il suo volto è raggiante. “Possiamo proprio dire che vincere in queste condizioni di forma fisica approssimativa è stato come conquistare un campionato”. Detto da lui che ne ha vinti 5 con la maglia biancorossa incollata addosso c’è da credergli.

Un flash-forward sulla prossima stagione è d’obbligo. “Chissà che non continui…”. Visto come si è mosso in queste ultime gare, uno dei più in forma fisicamente, come non incoraggiare Lele Ruggeri!? Il vice capitano Mulinari sembra un guerriero all’atto di togliersi la corazza. Tra bende e tatuaggi il suo corpo parla da solo ma stavolta si toglie tutti i sassolini dalle scarpe: “Il mio gol è per il compagno di reparto Yuri Barucca, stoico nel resistere in campo nonostante il risentimento inguinale che lo ha tormentato di recente.

La stagione chiusa positivamente è da dedicare (al contrario, ndr) a… chi ci ha “gufato”, dentro e fuori dallo spogliatoio e a tutti quelli che a dicembre non mi volevano più alla Settempeda”. E che, se Chabal fosse stato ceduto, avrebbero commesso un grave errore. Ora, però, è venuto il momento di riporre l’ascia di guerra e di godersi, tutti insieme, il successo al termine di un campionato difficile come da pronostico, ma che la Settempeda ha concluso nel migliore dei modi. Mercoledì prossimo ultimo allenamento in famiglia con mister Bonifazi che si schiererà in campo e cena collegiale per i protagonisti di un’annata calcistica densa, ma gratificante.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-05-2013 alle 19:38 sul giornale del 07 maggio 2013 - 528 letture

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