San Severino: ospedale, il vice sindaco incontra la V commissione regionale e l'Anci

ospedale di san severino 3' di lettura 09/09/2013 - “Un incontro chiarificatore e costruttivo. E’ ancora presto per dirlo ma ci auguriamo che sia anche risolutivo perché è chiaro che le stesse regole devono valere per tutti se si vuole il bene comune della sanità regionale. Diversamente si rischia un terremoto con un effetto domino su diversi ospedali. La conclusione sarà un vero collasso”.

Così il vice sindaco ed assessore alla Salute del Comune di San Severino Marche, Vincenzo Felicioli, commenta l’audizione, che ha avuto luogo lunedì mattina davanti alla V Commissione della Regione Marche, di una delegazione di sindaci del direttivo Anci per discutere della riorganizzazione sanitaria in atto.

“Abbiamo spiegato la nostra posizione sottolineando il perché le Amministrazioni locali si sono risentite essendo state completamente escluse non solo da ogni decisione ma anche da ogni discussione sulla questione del riordino. Come rappresentante del Comune di San Severino Marche – aggiunge Felicioli – ho preso la parola, il sindaco Martini non ha potuto prendere parte all’incontro per motivi di salute, per presentare la situazione del “Bartolomeo Eustachio”. Il nostro ospedale figura fra gli ospedali di rete presenti sul territorio insieme a quello di Camerino. Questo dovrebbe già garantire la sopravvivenza del Dipartimento materno infantile che, secondo alcuni, dovrebbe invece chiudere insieme a quello di Osimo. Domandando il criterio che ci si è dati per tale scelta ho dunque chiesto perché allora ad esempio Fabriano dovrebbe restare aperto.

Dalla V Commissione regionale, organo consuntivo deputato ad offrire un indirizzo alla Giunta regionale, che è organo deliberativo, è giunta una prima apertura. Ci è stato detto che i criteri si stanno ancora valutando e che si stanno facendo verifiche. La proposta regionale in discussione attualmente prevede una deroga sul numero di parti e prevede la presenza di un Dea di primo livello negli ospedali dove c’è il materno infantile, ovvero una struttura con rianimazione e trasfusionale, che invece non è prevista dal decreto Balduzzi, unica legge chiamata a disciplinare in materia. Occorre capire, dunque, se i criteri sono assoluti o relativi. Se sono assoluti essi porterebbero alla chiusura del nostro Dipartimento ma anche di quelli di Fabriano e Osimo. Se i criteri che la Regione intende darsi sono invece relativi ci saranno delle deroghe.

L’odierno incontro – conclude Felicioli – è servito a noi per chiedere di fare chiarezza. O chiude San Severino, insieme a Fabriano ed Osimo, o si fanno scelte diverse che però devono valere per tutti. L’Anci ora si riunirà a breve e, dopo aver rivisto i singoli casi, chiederà un interiore incontro alla Giunta regionale. Lo stesso sarà fatto con la V Commissione che tramite il presidente, Francesco Comi, si è fatta carico di verificare la situazione. Sono ore calde e febbrili. Speriamo che alla fine le scelte giungano solo dopo aver attentamente valutato la realtà dei fatti. Questo i sindaci hanno chiesto, questo i sindaci, a nome delle popolazioni che rappresentano, semplicemente domandano: criteri seri, corretti ed uguali per tutti. In questo caso le scelte non saranno penalizzanti per nessuno. Il materno infantile di San Severino ha i numeri e la qualità per continuare nella sua attività”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-09-2013 alle 18:13 sul giornale del 10 settembre 2013 - 1361 letture

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