San Severino: sanità, Martini chiede criteri uguali per tutti gli ospedali da Pesaro a San Benedetto

Cesare Martini 3' di lettura 15/09/2013 - “Criteri equi ed uguali che valgano per tutti allo stesso modo, da Pesaro a San Benedetto del Tronto”.

Il sindaco di San Severino Marche, Cesare Martini, torna sull’argomento sanità per ribadire: “E’ indispensabile che l’assessore Mezzolani e la Giunta regionale facciano propri i paletti posti dai sindaci e già recepiti dai componenti la V Commissione Sanità prima di affrontare, insieme all’intero Consiglio, la cosiddetta riforma delle reti cliniche. Le scelte, quelle definitive, vanno fatte coinvolgendo i territori, le istituzioni e la politica locale, come ho sentito affermare da parte del presidente Gianmario Spacca che sembra aver recepito una richiesta che personalmente continuo a ripetere, ormai da mesi, su tutti i fronti e in tutti i luoghi, istituzionali e non, in cui sono chiamato ad esprimermi.

Ogni intervento, a mio avviso, andrebbe comunque sempre attuato con gradualità, equilibro e flessibilità, per evitare che vi siano situazioni esplosive come si sta verificando per la giustizia nei tribunali di Macerata ed Ancona che scoppiano già ancor prima dell’arrivo delle nuove pratiche dai tribunali di Camerino e Fabriano. Per restare in tema di sanità fa bene il consigliere regionale Francesco Massi ad affermare che il consistente numero di parti dell’ospedale “Bartolomeo Eustachio” di San Severino non può essere agevolmente assorbito da Macerata e Civitanova.

A Macerata non si hanno nemmeno i parcheggi. L’attuale situazione, quella che stanno vivendo in ostetricia e ginecologia medici ed infermieri ma anche, e soprattutto, le partorienti con grandissime difficoltà in spazi minimi, esploderà nel caos più completo. Anche per una questione di equità e rispetto delle popolazioni montane la nostra vallata, quella del Potenza, deve avere una risposta di servizi, quello di una sanità di prossimità è garantito dalla nostra Costituzione, al pari delle altre vallate del territorio Maceratese.

Sono felice di fare l’eco a Massi quando dice che il punto nascite di San Severino non può essere soppresso. Come ho fatto in queste settimane, nella mia veste di sindaco, chiedo il coinvolgimento di tutti i rappresentanti politici del territorio, senza divisioni politiche, partitiche o di casacca. La posta in gioco è altissima, serve fare squadra. Se si hanno a cuore i cittadini, se si opera per il bene dei territori, vanno ascoltate le voci dei primi, tutelati i diritti dei secondi.

Diversamente, parlando degli ospedali, si rischia un terremoto con un effetto domino su diversi presidi. Se chiude anche un solo reparto del “Bartolomeo Eustachio”, unica struttura dotata di parcheggi facilmente accessibili e con reparti sistemati di recente e completamente messi a norma, non è che migliorerà la situazione altrove. Anzi, peggiorerà sicuramente. La conclusione, alla fine, sarà un vero collasso.

Non ci si può poi dimenticare del rischio sopravvivenza per tutte le altre strutture. Venendo meno quello San Severino, ad esempio, quello di Camerino perderebbe le caratteristiche di ospedale di rete. Chiudendo il materno infantile di San Severino, con l’applicazione degli stessi criteri, si dovrebbero chiudere anche quelli di Fabriano e Osimo. A quel punto chi darà una risposta, e di che tipo – conclude Martini – alla gente che sta male?”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-09-2013 alle 15:55 sul giornale del 16 settembre 2013 - 405 letture

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