San Severino: la città ricorda Francesco Coletti, 'apertura di un fondo e un convegno di studi

4' di lettura 16/09/2013 - L’opera, il pensiero e gli studi di Francesco Coletti, economista e statistico settempedano, nato nel 1866 e morto nel 1940, rivivranno grazie all’impegno del Comune di San Severino Marche e dell’Università degli Studi di Macerata.

Sabato 28 settembre, alle 16, presso la biblioteca comunale “Francesco Antolisei” sarà infatti inaugurato il Fondo Coletti contenente carte, riviste e testi lasciati alla sua città dall'illustre studioso. La raccolta dell’attività di questo grande uomo di cultura è molto significativa e d’attualità visto che Coletti analizzò, fra l’altro, anche i fenomeni sociologici che si produssero durante la grande crisi del '29. La cerimonia del taglio del nastro dedicata alla presentazione del Fondo sarà preceduta da un convegno di studi che Unimc ha programmato per venerdì 27 settembre, con inizio alle ore 15, nell’aula Magna dell’Ateneo, in via Piaggia dell’Università a Macerata. Recentemente Coletti, che fu anche studioso di problemi agrari e dell’emigrazione, è stato riscoperto grazie al contributo del professor Stefano Spalletti dell’Università di Macerata e dell'assessorato allo Sviluppo Culturale del Comune di San Severino Marche.

“Si tratta della conclusione di un progetto al quale l’assessorato tutto ha lungamente lavorato e che ha visto impegnate molte persone, tra cui voglio ricordare Alessandra Aronne, Alberto Pellegrino e Milena Ranieri, che hanno perorato e accolto l'offerta di donazione di tantissimo materiale da parte degli eredi – spiega l’assessore comunale Simona Gregori - Grazie alla legge 4 abbiamo potuto valorizzare delle stanze inutilizzate della biblioteca e restaurato delle antiche e affascinanti armadiature dell'ex Ufficio del Lavoro. Tutto questo consentirà di mostrare al pubblico il “tesoro” Coletti. Daremo così un'ulteriore opportunità di ricerca, a studiosi e studenti, nonostante il momento poco propizio agli investimenti culturali. Diversi sono gli enti coinvolti in questa iniziativa: la Provincia, l'Università di Macerata che è nostro partner, l'Ufficio del Lavoro che ci ha attribuito alcuni lavoratori socialmente utili impegnati nel trasporto degli innumerevoli faldoni, nel restauro dei mobili e nella collocazione dei volumi e delle riviste. Tutto, ovviamente, è stato reso possibile dal personale della biblioteca, dell'ufficio cultura e del settore manutenzioni che ha curato e seguito i lavori con professionalità e competenza. Molti settempedani non conoscevano la ricchezza ed il fascino di questa nostra prestigiosa biblioteca eppure grande è stato l'orgoglio dei cittadini e l'ammirazione del pubblico in generale per il patrimonio da essa posseduto quando, in occasione della Notte dei Musei, visite guidate, musica, letture e laboratori didattici proposti dalle varie associazioni culturali della città, hanno contribuito a svelare il fascino e la ricchezza del suo patrimonio.

Il restauro ha permesso di allestire anche una piccola sala per reading e presentazioni di libri di cui la biblioteca aveva da tempo necessità. L'inaugurazione ufficiale del Fondo Coletti – conclude l’assessore allo Sviluppo Culturale, Simona Gregori - sarà soprattutto l'occasione per festeggiare tutti insieme un lavoro felicemente portato a termine”. Scorrendo il profilo biografico e scientifico di Coletti sorprende come un intellettuale di simile levatura sia stato così poco studiato. Ora si è però costituito un gruppo di ricerca per approfondire l’opera, il pensiero e la carte dell’economista settempedano. Il gruppo è coordinato dal professor Spalletti, docente maceratese del Dipartimento di Scienze Politiche, della Comunicazione e delle Relazioni Internazionali ma coinvolge studiosi di altri Dipartimenti maceratesi, di altri Atenei italiani e dell’Università di Montréal. Insieme a Ghino Valenti e Maffeo Pantaleoni, Coletti è uno dei “tre eminenti economisti e statistici italiani moderni, che per un’eccezionale capriccio della sorte, sono nati, fra il 1852 e il 1866, nella provincia di Macerata”.

Protagonista con altri nel dibattito teorico sul tema della ricezione di Marx in Italia, gli articoli di Coletti pubblicati sulla “Critica sociale” di Filippo Turati furono tra i primi a trattare questo tema. Altri scritti dello studioso settempedano testimoniano il continuo confronto teorico con i grandi economisti del passato come Achille Loria, Vilfredo Pareto, Luigi Einaudi e lo stesso Pantaleoni. Socialista liberale, appartenente al partito radicale, Coletti iniziò la sua carriera come segretario della Camera di commercio di Macerata e la terminò come uno dei principali editorialisti del “Corriere della Sera”. Fu protagonista della cultura agraria italiana a cavallo tra Ottocento e Novecento ricoprendo il ruolo di segretario generale della Società degli Agricoltori. Fu professore ordinario di statistica a Sassari e a Pavia ma insegnò per molti anni anche all’Università Bocconi. Fu segretario nell’inchiesta Faina sulle condizioni dei contadini nelle province meridionali e prese parte alla missione per l’inchiesta sulla Tripolitania. Contribuì alla fondazione dell’Inea e fu nominato membro del Consiglio superiore di Statistica. In quanto esperto di fenomeni migratori, nel 1911 scrisse per l’Accademia dei Lincei uno dei più importanti libri sull’emigrazione italiana.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-09-2013 alle 19:10 sul giornale del 17 settembre 2013 - 534 letture

In questo articolo si parla di attualità, san severino marche, Comune di San Severino Marche

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve ? https://vivere.me/RQb





logoEV
logoEV