San Severino: residenze protette, doppio grido d’allarme dal presidente Chiappa

Gian Luca Chiappa 3' di lettura 16/09/2013 - “Non un semplice ma un doppio grido d’allarme, per il presente e per il futuro”. Il presidente della Comunità Montana di San Severino Marche, Gianluca Chiappa, minaccia azioni di protesta dura contro la Regione sulla gestione delle residenze protette.

Dopo aver fatto sentire la propria voce, unitamente a quella degli altri presidenti delle Comunità montane di Camerino e San Ginesio, Chiappa torna sull’argomento in seguito ad un incontro con l’assessore regionale alla Salute, Almerino Mezzolani.

“Una delibera regionale, che di fatto contrasta con l’attuale legge 20, rischia di far chiudere le nostre case di riposo. Non possiamo restare in silenzio senza fare nulla. Nel presente vi è il pericolo che la Regione non riesca a garantire l’integrazione, fino a 33 euro, della quota sanitaria. Si continueranno a pagare, infatti, 29 euro a fronte di un aumento di costi per rispettare standard e criteri imposti dalla stessa Regione che ha firmato i contratti per l’integrativo e che, ora, nega quanto promesso con le conseguenze del caso. Ad una prima lettura con una nuova delibera, abbozzata in fretta e furia senza ascoltare nessuno, la Giunta Spacca riporta tutto indietro negli anni con una contrattazione che è molto accentratrice rispetto ad oggi.

A detta dell’assessore Mezzolani l’attuale frammentazione, con le case di riposto sparse sul territorio ad offrire un servizio di prossimità agli anziani soli e bisognosi, avrebbe visto aumentare i costi e dato una certa diseguaglianza nei servizi. Tutto questo, ovviamente, va dimostrato ma non ha alcun senso a prescidnere perché i servizi vengono erogati in base a linee guida regionali di cui l’assessorato alla sanità avrebbe il dovere di verificarne il rispetto. Una delibera non può cambiare la legge quadro che verrà, ovviamente, riscritta ma comunque non accettiamo il metodo. La delibera, infatti, andava concertata con i territori rimasti, invece, completamente inascoltati. La parte economica è prioritaria al pari di altre situazioni.

Le strutture avranno un buco nei bilanci che i Comuni dovranno ripianare. Se non ci si allineerà sui 33 euro il “buco” sarà di 560mila euro cui andrebbero aggiunti circa altri 150mila euro circa per l’Adi, l’assistenza domiciliare integrata. Il totale fa 700mila euro circa solo per l’anno 2013. C’è poi la questione del riparto dei posti letto, nel nostro Ambito territoriale sociale sono 256 in tutto. Abbiamo dato posti di residenza protetta anche a Pioraco e Ussita, realtà che altrimenti sarebbero state abbandonate come rischiano di esserlo ora. Nel caso di una piena e letterale applicazione della delibera di Giunta regionale 1011/2013, delle 16 residenze protette che abbiamo ben 12 avrebbero difficoltà a restare aperte. Ma a rischio sarebbero anche la Comunità socio educativa residenziale per disabili di Gabella di San Ginesio e la struttura riabilitativa residenziale per la cura di malati psichiatrici di Gagliole.

Nelle nostre strutture residenziali ci sono quasi 400 utenti in convenzione: 139 San Ginesio e 256 fra Camerino e San Severino Marche. Vorrei solo ricordare ai decisori della Regione – conclude da ultimo Chiappa – che nei sette anni che vanno dal 2014 al 2020 la Comunità Europea prende in seria considerazione le aree interne che non costituiscono un problema ma un’opportunità. Ma forse ad Ancona questo non lo sanno”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-09-2013 alle 19:06 sul giornale del 17 settembre 2013 - 1246 letture

In questo articolo si parla di attualità, camerino, comunità montana di camerino, gian luca chiappa

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve ? https://vivere.me/RQa





logoEV
logoEV