San Severino: il sindaco Martini protesta per la decisione di chiudere il reparto di maternità

ospedale di san severino 3' di lettura 20/09/2013 - “Realizzeremo un monumento con i nomi di tutti i bambini e le bambine nate nel 2013 e lo posizioneremo nel piazzale del Bartolomeo Eustachio se il nostro dipartimento materno infantile dovesse chiudere”.

Il sindaco di San Severino Marche, Cesare Martini, lancia una proposta provocatoria alla vigilia della discussione, in Regione, della proposta sulla riorganizzazione delle cosiddette reti cliniche. “Ci siamo battuti fino all’ultimo a difesa di quelli che consideriamo i nostri piccoli eroi. All’ingresso del nostro ospedale c’è già una targa che ricorda l’assegnazione del Bollino Rosa, una sorta di sigillo di garanzia per la qualità delle strutture e la professionalità di medici ed operatori.

Centinaia di bambini continuano a nascere qui da noi eppure qualcuno sembra voler chiudere questo reparto. Non possiamo permetterlo. Le motivazioni di certe assurde scelte? Che ce le spieghino - tuona ancora Martini, che aggiunge, insieme al vice sindaco ed assessore alla Salute, Vincenzo Felicioli - La V Commissione regionale Sanità ha fatto proprie le nostre rimostranze introducendo, cosa che fino ad oggi non esisteva, dei criteri oggettivi che dovrebbero valere da Pesaro fino ad Ascoli.

La situazione, infatti, ci aveva spinto a chiedere di essere trattati come tutti gli altri considerando che il nostro ospedale, anche nei numeri, ha diritto pieno di esistere. E’ stato poi introdotto, grazie all’intervento nostro fatto proprio dalla Commissione, il concetto della gradualità e della condivisione delle scelte con i territori. Le amministrazioni locali hanno chiesto un incontro tra il direttivo Anci e la Giunta regionale cosa che, negli ultimi mesi, nonostante solleciti e prese di posizione, non è mai avvenuta.

Certo il parere della Commissione regionale è solo consultivo e le decisioni finali saranno prese dalla Giunta Spacca – riflettono ancora il sindaco e il vice sindaco di San Severino Marche – ma almeno una premessa è stata finalmente scritta. E in tale premessa c’è sicuramente il contributo dei sindaci di San Severino, di Camerino e di un entroterra, quello Maceratese, che si sente, e a ragione, sempre più abbandonato.

Recentemente abbiamo sentito il governatore Spacca, lo ha fatto nel corso del convegno Marche 20/20, affermare che le scelte, quelle definitive, saranno prese coinvolgendo i territori, le istituzioni e la politica locale. E’ giusto che sia così. Ogni intervento, a nostro avviso, andrebbe comunque sempre attuato con gradualità, equilibro e flessibilità, per evitare che vi siano situazioni esplosive come si sta verificando per la giustizia nei tribunali di Macerata ed Ancona che scoppiano già, ancor prima dell’arrivo delle nuove pratiche dai tribunali di Camerino e Fabriano.

Il consistente numero di parti del “Bartolomeo Eustachio” di San Severino non può essere preso in carico da Macerata perché lì la situazione è già molto difficile. A Macerata non si hanno nemmeno i parcheggi. Qui, a differenza di altrove, non è stata ancora cercata un’alternativa. Ripartiamo allora da queste considerazioni e sediamoci intorno ad un tavolo per discutere del futuro. Se il nostro ospedale chiude sarà un terremoto ed il caos nella sanità per l’intera provincia. Anche di questo tenga conto chi – concludono Martini e Felicioli – è chiamato a prendere decisioni”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-09-2013 alle 13:48 sul giornale del 21 settembre 2013 - 442 letture

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