San Severino: il libro su 'Mosè di segni' a Tel Aviv

23/01/2014 - In occasione della “Giornata della Memoria” il libro “Mosé Di Segni, medico partigiano”, di cui è stata stampata anche un’edizione ebraica che riprende fedelmente l’originale edita dalla Riserva del Monte San Vicino e del Monte Canfaito, voluta dalla Comunità Montana, dall’Anpi e dal Comune di San Severino Marche; sarà presentato in Israele, esattamente a Kfar Saba, città non lontana da Tel Aviv.

In questa località risiede il dottor Elio Di Segni, uno dei figli del medico ebreo che trovò rifugio a San Severino Marche e che si arruolò nella formazione partigiana del Battaglione Mario. “E` questa - ha scritto in queste ore al sindaco di San Severino Marche, Cesare Martini, il dottor Di Segni - una ulteriore occasione per far conoscere al pubblico israeliano i “dieci mesi di San Severino”. Nel mio intervento non mancherò di ricordare, accanto ai tragici avvenimenti dell’epoca, l’importanza della lotta partigiana nelle Marche e il generoso sostegno della popolazione ai perseguitati”.

All’evento è stato invitato anche l’ambasciatore italiano, Francesco Talò. Nell’edizione ebraica del libro “Mosè Di Segni, medico partigiano” è presente una introduzione destinata proprio a far conoscere e spiegare il significato della lotta partigiana nel Maceratese e il contributo della popolazione settempedana a questa lotta. “Gli avvenimenti che seguirono la caduta del regime fascista il 25 luglio del 1943 furono la causa della fuga della nostra famiglia da Roma a Serripola, un frazione di San Severino Marche, alla fine del mese di settembre” - scrive nella stessa premessa al volume, Elio Di Segni, che ricorda ancora - “La conservazione del ricordo dei “dieci mesi di San Severino” ha una grande importanza dal punto di vista della memoria collettiva della popolazione locale. Questa conservazione non solo permette di mantenere il ricordo della lotta di Liberazione ma permette anche di comprendere e conservare i valori che ispirarono questa lotta. La pubblicazione di questo libro si inquadra nella crescente tendenza che si manifesta in tutto il mondo occidentale di conservare il ricordo degli avvenimenti della seconda guerra mondiale tanto di più quanto più va diminuendo il numero dei testimoni diretti di quegli eventi”.

Il volume è conservato già nel Yad Vashem, il Museo dell’Olocausto.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-01-2014 alle 12:10 sul giornale del 24 gennaio 2014 - 371 letture

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