Camerino: la giornata della memoria al teatro Ugo Betti

Giornata della memoria 30/01/2014 - Lunedi 27 gennaio l’amministrazione comunale ha celebrato, presso il cinema-teatro Ugo Betti, il Giorno della Memoria; erano presenti gli studenti delle scuole superiori, i docenti, i dirigenti e i cittadini.

La prof.ssa Tiziana Croce, consigliere comunale e vice presidente della Comunità montana di Camerino, ha evidenziato il carattere internazionale della cerimonia istituita dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per serbare memoria dello sterminio del popolo ebraico, e come la Dichiarazione dei diritti fondamentali dell’uomo, adottata dall’ONU il 18 dicembre 1948, sull’onda dell’indignazione per le atrocità commesse nel secondo conflitto mondiale, al primo considerando riconosca che “la dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo”.

Occorre non solo ricordare, ma capire e riflettere su cosa accadde in quei giorni, fare in modo che tali aberrazioni non vengano a ripetersi ed è compito dei giovani costruire una nuova coscienza civile, che rifugga dalla guerra, dall’odio raziale e dal fanatismo religioso e politico. A riguardo il Memoriale ufficiale di Israele delle vittime ebree dell’olocausto ha riconosciuto come “Giusti tra le nazioni” circa 25.000 persone non ebree che si sono impegnate, a rischio della vita, a soccorrere gli ebrei perseguitati. Ad ogni 'giusto tra le nazioni' viene dedicata, presso il museo Yad Vashem, la piantumazione di un albero sul Monte della Rimembranza, ed inciso il nome sul Muro d'Onore, tale pratica nella tradizione ebraica indica il desiderio di ricordo eterno per una persona cara. Non dobbiamo inoltre dimenticare che il 10 febbraio ricorre il Giorno del Ricordo, dedicato alla memoria di tutte le vittime delle foibe e dell’esodo dalle terre degli istriani, fiumani e dalmati; luoghi in cui si perpetrò una sistematica pulizia etnica nei confronti dei cittadini italiani.

Il ricordo di questi eventi, la memoria delle scelleratezze consumate contro l’umanità, costituiscano per le nuove generazioni strumenti per il ripudio della discriminazione e dell’intolleranza e che le parole di Primo Levi siano sempre nella memoria: “ciò che è accaduto può ritornare, pur assurdo ed impensabile che appaia”. Per l’occasione ha fatto seguito la proiezione del film di Rose Bosch, Il vento di primavera, che narra gli eventi successivi alla retata che nella notte tra il 15 e il 16 luglio 1942 a Parigi portò alla cattura e alla successiva deportazione di circa 13.000 ebrei






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-01-2014 alle 12:57 sul giornale del 31 gennaio 2014 - 564 letture

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