Sacci, Terzoni: 'Lavoratori usati come scudo per salvare il cementificio, attenti alle speculazioni'

inquinamento 4' di lettura 04/03/2014 - Sono costretta a tornare ancora una volta sul tema delle condizioni sanitarie dell’area dei comuni di San Severino, Castelraimondo e Gagliole. Spero in questo modo di fare chiarezza in maniera definitiva. Nei giorni successivi alla conferenza stampa aperta, durante la quale ho reso pubblici i dati consegnatimi dall’Istituto Superiore di Sanità, in molti si sono espressi e purtroppo la maggior parte a sproposito.

Alcuni sono arrivati addirittura ad accusarmi di essermi dimostrata irresponsabile, altri di aver fatto allarmismo, altri ancora di provocare il licenziamento dei lavoratori della Sacci. Alcuni di questi parlano per la prima volta, in passato mai si erano espressi di fronte a una situazione che appariva anomala anche in assenza di dati, ma hanno deciso di farlo ora. Hanno deciso di farlo ora ed è triste vedere che lo fanno con un solo scopo: mettere in dubbio la validità dei dati. E’ per questo che ho deciso di tornare sull’argomento e sarà l’ultima volta che lo faccio in assenza di novità sul fronte dei dati a disposizione. Sono abituata a parlare di cose concrete e il lavoro che ho fatto per cercare di reperire i dati che ho diffuso era mirato proprio a offrire elementi nuovi sulla base dei quali intavolare un progetto comune.

I circoli PD dell’entroterra maceratese esprimono “perplessità” riguardi alla validità dei dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità, ne prendo atto, ma rispedisco al mittente l’accusa di aver diffuso i dati “senza alcun confronto”. Infatti dimenticano due cose e cioè che la conferenza stampa era aperta ed era stata largamente pubblicizzata, quindi avrebbero potuto partecipare (erano presenti il consigliere Farabollini e l’assessore Gregori), e che in prima battuta avevo chiamato tutti gli amministratori locali a partecipare a un tavolo istituzionale per consegnare loro i dati e intraprendere un percorso che potesse portare all’elaborazione di un piano per attivare un indagine ambientale efficace, in grado di individuare la o le fonti di inquinamento responsabili. Le risposte che ho ricevuto non mi hanno consentito di organizzare questa iniziativa.

Non ho mai additato il cementificio come responsabile della situazione sanitaria. Ho sempre detto che serviranno analisi ambientali per stabilire il rapporto causa/effetto. Alcuni si riempiono la bocca innalzando barricate a difesa dei lavoratori. Io non dimentico affatto i lavoratori che rischiano di perdere il posto. Dispiace e indigna vedere che vengono usati come scudo da coloro i quali vogliono a tutti i costi salvare il cementificio per un puro interesse speculativo e di parte. La lobby del cemento è potente ma il cemento in Italia non si vende più, negli ultimi anni il mercato ha perso costantemente quote pari al 20% per trimestre. Bisogna proporre alternative e non sprecare energie e risorse in quello che appare come un vero e proprio accanimento terapeutico.

Io ho vissuto le stesse dinamiche a Fabriano dove ora se ne stanno subendo le conseguenze. Se il progetto è quello di inserire il cementificio nel piano di gestione dei rifiuti regionale, la proposta del MoVimento 5 Stelle è quella di rioccupare gli operai in un centro di raccolta e recupero dei materiali derivanti dalla raccolta differenziata. Loro pensano a incenerire noi a recuperare i materiali come ci detta anche la Comunità Europea. Una attività di questo tipo potrebbe tranquillamente riassorbirli tutti e anzi creare molti nuovi posti di lavoro. C’è l’esempio di Vedelago da seguire e replicare. Le alternative ci sono, si tratta solo di avere la volontà e la libertà politica di farlo.

Non ho mai fatto allarmismo: ho semplicemente richiesto e resi pubblici i dati. Se i signori del PD credono di poter mettere in dubbio la serietà e la professionalità di un Istituzione come l’Istituto Superiore di Sanità lo facciano pure, loro se ne assumeranno la responsabilità. Io so solo che i dati che ho ricevuto non fanno altro che certificare una situazione che ai cittadini è tristemente ben nota da tempo. Se non altro il mio lavoro è servito a rimettere in discussione una serie di cose, e a far capire ai cittadini da quale parte sono schierati i diversi personaggi che in questi giorni si sono espressi. Io credo di aver fatto il lavoro per il quale sono stata votata, ho messo in mano dati che nessuno in 40 anni di attività del cementificio aveva mai chiesto.

Come ho già detto tornerò ad esprimermi su questi fatti solo quando avrò in mano altri dati, fino a quel momento lascio agli altri commentare e negare l’evidenza.


da On. Patrizia Terzoni
Movimento 5 Stelle





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-03-2014 alle 10:16 sul giornale del 05 marzo 2014 - 909 letture

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