Fiuminata: un manifesto sulle aree interne

4' di lettura 07/04/2014 - Si è chiuso il ciclo d’incontri su “Un’agenda per le Aree interne” organizzati da “Nuovo Riformismo”.

Venerdì scorso a Fiuminata grande partecipazione di pubblico per discutere del tema dello “sviluppo”. A fare gli onori di casa è stato il vicesindaco Paolo Stella, che ha portato il saluto dell’amministrazione comunale. Luca Piermattei, direttore del Gal “Colli Esini-San Vicino”, ha aperto la batteria degli interventi illustrando le novità della nuova programmazione europea 2014-2020 con particolare riferimento a quelle aree definite interne rispetto all’area costiera, nella quale si è concentrato spesso in modo confuso e congestionato lo sviluppo e la presenza di servizi di pregio (sanità, scuole, trasporti). La nuova programmazione rappresenta la cornice entro la quale pensare nei prossimi anni lo sviluppo dell’entroterra, soprattutto ragionando per sistemi locali e per piani intercomunali di valorizzazione. Da questo punto di vista sono stati segnalati sia l’utilità, finora sperimentata dai Gal, di un approccio partecipato e dal basso, sia la necessità di un forte coordinamento a livello regionale nella gestione dei fondi strutturali (Feasr, Fesr, Fse). Piermattei ha evidenziato come la stessa strategia della Macroregione Adriatico-Ionica non sia estranea alle aree interne, in particolare sui temi dell’attrattività turistica, così come un’altra opportunità è costituita dai diversi programmi a gestione diretta europea.

Lorenzo Bisogni, dirigente della Regione Marche, ha illustrato le novità su cui si sta lavorando nell’elaborazione del nuovo Psr, inteso come strumento generale di sviluppo delle aree rurali. Sono previsti aiuti alle aziende agricole, sostegno all’avviamento di piccole imprese di qualsiasi genere, uno specifico pacchetto giovani, possibilità d’intervento sulle infrastrutture (dalla viabilità forestale a quella interpoderale alla prevenzione dei dissesti idrogeologici), lo sviluppo di energie rinnovabili connesso alla promozione di lavori ambientali. Eppoi sono previsti interventi cosiddetti “a superficie” che riguardano il biologico e la filiera corta, le attività di allevamento zootecnico, ma anche la possibilità di accordi agroalimentari d’area e lo sviluppo di mercati locali. Il Psr fornirà, inoltre, l’opportunità d’intervenire anche nelle aree non classificate come interne, ma sempre collinari e montane, con accordi territoriali gestiti dai Gal in sinergia con le Amministrazioni locali.

L’assessore regionale Pietro Marcolini è intervenuto nel pieno della serata sottolineando come l’Europa, rispetto alla quale si muovono sempre più spesso critiche anche fondate, rappresenti comunque un’opportunità. Ma cogliere le opportunità che essa ci offre richiede un salto di qualità e una capacità progettuale per la quale il territorio spesso non è attrezzato per carenza di competenze professionali. Ha lanciato per questo l’idea che le nostre Università formino progettisti ed esperti di bandi europei per far sì che l’Italia non resti indietro come è successo anche nell’ultima programmazione 2007-2013 rispetto alla capacità di spendere tutti i fondi a disposizione. L’esponente regionale ha poi ricordato l’impegno finanziario per la Regione rappresentato dal cofinanziamento delle risorse europee che ammontano a circa 1083 milioni di euro. Con risorse proprie il bilancio regionale sarà chiamato ad uno sforzo aggiuntivo di circa 83-86 milioni di euro, circa 13-15 ogni anno, per garantire la possibilità di contare sulla dotazione massima disponibile di risorse europee.

Patrizia David, animatrice dell’Associazione “Fiuminata Valle aperta”, ha centrato il suo intervento sulla necessità di dare un’identità al territorio montano, puntando sul turismo esperienziale e sulla coerenza a cui devono richiamarsi tutte le azioni dei soggetti locali, istituzionali e civici, per costruire l’immagine che un territorio vuol trasmettere di sé.

Infine, Silvano Gattari, segretario provinciale della Cna di Macerata, ha ricordato come oltre il 95% delle imprese siano piccole e piccolissime e come tipicamente artigiana sia l’impresa delle aree interne, le cui produzioni ricevono un valore aggiunto dalla qualità sociale e ambientale del territorio in cui insistono: artigianato artistico, edilizia che punta sul recupero dell’esistente e sulla sostenibilità, made in Italy. Purtroppo l’Europa non vede nella dimensione artigiana la tipologia di riferimento dei suoi provvedimenti, ma anche a questo è possibile ovviare se istituzioni e associazioni di categoria lavorano insieme, riorganizzano se stessi per fornire servizi più efficienti ai cittadini e alle imprese e se valorizzano il saper fare, sperando che nel frattempo ci sia una svolta nella politica economica che rilanci i consumi e la domanda interna, si torni ad investire sui servizi collettivi come l’edilizia scolastica e si superino i vincoli del Patto di Stabilità in materia d’investimenti.

A conclusione dell’incontro è stata lanciata l’idea che le proposte emerse nei tre incontri siano raccolte in un “Manifesto per le Aree Interne” da sottoporre ai candidati nelle prossime elezioni amministrative.


   

da Daniele Salvi
Nuovo Riformismo





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-04-2014 alle 21:30 sul giornale del 08 aprile 2014 - 362 letture

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