Esanatoglia, Procaccini al TG5: 'Schiavi di una casella barrata male'

4' di lettura 31/05/2014 - Daniele Procaccini, impiegato nel settore della carta, tre figli. Questo l'identikit dell'esanatogliese che ha partecipato alla trasmissione televisiva d'approfondimento 'L'Indignato' del TG5.

Ma perchè Daniele è indignato? La risposta purtroppo è molto semplice, tanto banale quanto stupida. Procaccini 17 anni fa aveva chiesto, come tanti altri nel territorio, dei finanziamenti post-terremoto. Durante la compilazione dei moduli, il geometra incaricato ha barrato la casella 'non residente'.

La sua famiglia invece in quella casa ci risiede dal 1995 ed ancora oggi per loro quella è la prima residenza. Questo errore ha comportato una serie di ritardi nelle procedure ed un caos burocratico che ancora oggi non è chiaro ne a Daniele ne agli addetti ai lavori.

"Siamo finiti in fondo alle liste di risarcimento per un errore formale - ci spiega Procaccini - e nonostante che ad oggi almeno questo sia chiaro a tutti, nessuno ci ha più detto niente. Ho girovagato da un ufficio all'altro per quasi 15 anni ed ho visto decine di case ristrutturate, anche disabitate. La mia, dove vivo con una moglie e tre figli, è ancora come nel 1997."

Dei fondi o di notizie in merito neanche l'ombra. Solo un aggiornamento è stato dato a Procaccini: la sua pratica è finita in fondo "all'allegato B", ovvero la seconda lista in cui in ordine di priorità sono elencate le strutture da finanziare per la ristrutturazione. "Il problema - continua Daniele - è che prima della mia in elenco ci sono decine di case disabitate o usate come seconda o terza residenza. Io nella mia ci vivo e per colpa di questo errore formale, ormai riconosciuto da tutti, non so fra quanti anni potrò ristrutturare il tetto sotto cui abito."

L'esanatogliese vive in una casa in pieno centro, a pochi metri dal Municipio e nonostante sia stato fatto un piano di recupero del centro storico per non disabitare la zona, la sua casa non è stata inclusa nel progetto.

"Chiedo solo una spiegazione o un aiuto dalle istituzioni comunali, provinciali e regionali - conclude - nessuno, anche dopo il servizio del TG5, mi ha fatto sapere niente. Alcuni mi dicono 'lascia perdere tanto non vedrai una lira', oppure altri 'denuncia tutti e chiedi il risarcimento'. Io non sono qui e non sono andato all'Indignato del TG5 per incolpare qualcuno, ma solo per accellerare l'iter burocratico fermo da anni. Le amministrazioni a volte dovrebbero mettere l'aspetto sociale davanti al tecnico. L'unica cosa che posso fare, per quanto mi hanno detto, è chiedere un decreto alla Regione per sbloccare il tutto, ma sarà praticamente impossibile ottenerlo."

Nel frattempo però Daniele Procaccini ha ricevuto tanti messaggi di solidarietà dai suoi amici e concittadini che lo hanno visto in tv. Addirittura ci confessa che una signora di Fiordimonte l'ha chiamato perché si trova più o meno nella sua stessa situazione. Gli unici a non aver fatto pervenire alcun tipo di comunicazione, sono gli 'addetti ai lavori' del comune, anche loro in qualche modo complici di non aver ricontrollato le pratiche prima dell'invio.

"Questa casella barrata male ci ha perseguitato e continuerà a farlo ancora per molto. Sono felice ed allo stesso tempo stupefatto però per essere finito in televisione. Ho inviato la mia segnalazione così quasi per scherzo alla redazione del TG5, la mattina dopo mi ha subito chiamato Maria Luisa Cocozza, responsabile del servizio. All'inizio - ci rivela Daniele - neanche pensavo fosse una giornalista, credevo fosse qualcuno che mi chiamava per lavoro. Poi quando mi hanno detto che pochi giorni dopo avrebbero inviato una troupe per intervistarmi, ho capito che facevano sul serio."

TG5 o meno, Daniele è ancora indignato. La casella barrata male c'è, ma come tutti gli errori può e deve essere corretto. Tutti ammettono che la burocrazia in Italia è un problema. Lo fanno anche i burocrati stessi. Ma allora perché quando ci sono casi evidenti come questo, nessuno, neanche chi di dovere, fa niente? La risposta è di libera interpretazione ed io, cari lettori, la lascio a voi.

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Questo è un articolo pubblicato il 31-05-2014 alle 12:45 sul giornale del 03 giugno 2014 - 1700 letture

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