70 anni dalla liberazione nel nome di Bruno Taborro e Carlo Abbamagal (foto)

3' di lettura 08/07/2014 - I gonfaloni dei Comuni di San Severino Marche, Osimo e Camerano, le bandiere dell'Anpi di San Severino, Tolentino, Matelica, Gagliole e Serra San Quirico hanno rappresentato le istituzioni, erano presenti anche i sindaci con indosso la fascia tricolore, alla cerimonia ufficiale con cui si è tornati a rendere omaggio, e ricordare, le vittime degli eccidi di Chigiano e Valdiola.

La manifestazione è giunta a conclusione di una lunga giornata nel corso della quale la Città di San Severino Marche ha celebrato il 70esimo anniversario della Liberazione. Ad aprire gli appuntamenti, promossi dal Comune in collaborazione con l'Anpi e l'Istituto storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea, lo scoprimento di una lapide in memoria del giovane partigiano etiope Carlo Abbamagal.

La lapide, posta all'ingresso del cimitero monumentale, ha inteso ricordare il sacrificio dell'ex suddito coloniale che, liberato dalla prigionia, si unì ai componenti il Battaglione Mario prima di finire vittima dei tedeschi. Con commozione e partecipazione ha voluto essere presente all'appuntamento il consigliere dell'Ambasciata etiope in Italia, Kassa Tasissa, intervenuto in rappresentanza dell'ambasciatore Gessese Mulugeta Alemseged.

La figura di Abbamagal è stata poi ricordata nella sala del Consiglio del Municipio cittadino nel corso di un pubblico incontro segnato dagli interventi di due illustri relatori: il prof. Uoldelul Chelati Dirar, dell'Università degli Studi di Macerata, e il dottore di ricerca Matteo Petracci, dell'Istituto storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea. Quest'ultimo ha tenuto pi di una volta a ricordare la forte integrazione che ci fu fra africani, ebrei e persone di diverse nazionalità con la popolazione settempedana durante la Resistenza.

"Il fenomeno Abbamagal - è invece intervenuto il professor Chelati - è importante per la memoria e per la comprensione di certi fenomeni che, come quelli che accadono a Lampedusa, hanno spesso origini lontane". Alla prima parte della giornata hanno preso parte, fra gli altri, anche l'onorevole Irene Manzi, l'assessore provinciale Alessandro Biagiola, il vice sindaco, Vincenzo Felicioli, il presidente del Consiglio comunale, Ostilio Beni, l'assessore Giampaolo Muzio, i consiglieri comunali Alessandra Aronne e Gabriela Lampa, il presidente dell'Anpi provinciale, Lorenzo Marconi, la signora Maria Pia Valerio, figlia del capitano Salvatore Valerio medaglia d'oro al valor militare cui la sede Anpi di San Severino Marche è intitolata.

Nel corso dell'incontro in sala Consiglio sono state assegnate alcune pergamene dell'Anpi e della Prefettura ad alcuni testimoni della Resistenza cittadina: Domenico Piermattei, Olivio Bartolacci, Luigi Cristini (è stata ritirata dal figlio Luca Maria), Alduino Pelagalli, Silvio Salvucci (assente per motivi di salute) e Pacifico Traversi. Nel pomeriggio, alla commemorazione dei martiri degli eccidi di Chigiano e Valdiola, è stata invece più volte ricordata la figura dell'indimenticabile Bruno Taborro, per molti anni presidente dell'Anpi settempedana.

Commozione negli occhi del sindaco, Cesare Martini, e in quelli di Francesco Rocchetti, cui era stato affidato il compito di tracciare un profilo di chi per anni è stata la memoria storica di quel periodo. Commozione e lacrime nei ricordi di Bruno che sono stati affidati ad Alessandra Aronne, in rappresentanza dell'Anpi locale, e della nipote, Isabella Valdasso, che ha ricordato "nonno Bruno" con toccanti parole. La relazione conclusiva della giornata è stata affidata invece ad Annalisa Cegna dell'Isrec di Macerata. Durante la manifestazione ha prestato servizio il corpo filarmonico bandistico "Francesco Adriani". Al termine merenda allietata dalle voci del coro "24 Marzo" di Matelica.








Questo è un articolo pubblicato il 08-07-2014 alle 15:56 sul giornale del 09 luglio 2014 - 755 letture

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