Dal Biogas all'Eolico, anche l'impianto di Camerino nel vortice dell'inchiesta

1' di lettura 21/07/2014 - Chiuso il cerchio di mazzette e irregolarità intorno agli impianti a biogas delle Marche.

Tra i vari abusi d'ufficio anche quello legato al parco eolico di 40 megawatt della comunità montana di Camerino. La costruzione fu infatti affidata non con una procedura d'evidenza pubblica, ma con metodo diretto. La Regione Marche e la comunità montana, in poche parole, assegnarono indebitamente i lavori ad una società costituita apposta per l'occasione. Quest'ultima incaricò poi per dei lavori un'altra società, collegata direttamente agli imprenditori indagati anche nella vicenda biogas (leggi l'articolo).

E' Luciano Calvarese, dirigente del servizio regionale territorio ed ambiente, l'incolpato dei suddetti abusi. A lui viene inoltre contestato di aver favorito le ditte coinvolte nella costruzione dell'impianto eolico, nonostante il dissenso espresso dalla Sovrintendenza per i beni paessaggistici.

"Ecco perchè - spiega la Onlus Italia Nostra Marche - secondo i pubblici ministeri, il parco eolico di Camerino è andato avanti nonostante anche la nostra opposizione, vittoriosa al Tar Marche e perdente in Consiglio di Stato che ha riconosciuto al Governo Monti il diritto di poter privilegiare i supposti interessi economici della popolazione rispetto agli artt. 9 e 32 della Costituzione Italiana. Adesso attendiamo il GUP e poi lo svolgimento del processo ma, se le accuse fossero dimostrate, il Governo della Repubblica Italiana avrebbe tutelato, pur senza volerlo, gli interessi di tre 'personaggi', chiamiamoli così."






Questo è un articolo pubblicato il 21-07-2014 alle 11:41 sul giornale del 22 luglio 2014 - 603 letture

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