Pio II a Matelica e San Severino: serie di incontri a 550 anni dal passaggio del Papa

Papa Pio II 4' di lettura 10/09/2014 - Papa Pio II attraversò le Marche nel luglio 1464 per raggiungere Ancona, da dove intendeva guidare una crociata contro i Turchi per riconquistare il mare Adriatico, quindi i Balcani e la Grecia. Provenendo dall'Umbria, lungo la via Flaminia, fu a Fabriano (7-10 luglio), poi a Matelica (11 luglio), quindi a San Severino (12 luglio), Tolentino, Macerata, Loreto (14-16), Osimo (17) ed infine proprio Ancona (18 luglio).

Il viaggio fu lungo e faticoso, su una portantina, a causa del caldo estivo e della precaria salute del pontefice per i suoi acciacchi cronici (podagra, catarro). Il Papa, pur privo di forze e consapevole della fine imminente, era fermamente intenzionato a radunare una flotta e un esercito per una crociata che intendeva guidare egli stesso per essere d'esempio e stimolo ai principi italiani e ai sovrani europei del tutto indifferenti.

L'idea della crociata era nell'aria da tempo. I Turchi da decenni stavano occupando i Balcani, dove la resistenza maggiore era quella del principe ungherese Giovanni Hunyadi e del condottiero albanese Giorgio Castriota Scanderbeg, ma mancava una più ampia e forte coalizione in grado di fronteggiare la potenza dell'Impero ottomano. Già prima di diventare Papa, Piccolomini aveva dato un forte contributo al progetto di crociata di Papa Callisto III, tanto da essere ricompensato con la nomina a cardinale. Eletto poi egli stesso Papa, come Pio II convocò nel 1459 una Dieta dei principi italiani ed europei, ma senza trovare le adesioni sperate. Formalmente il progetto fu approvato, dando al Papa l’incarico di trattare direttamente con i singoli sovrani per l’effettiva organizzazione.

Pio II diede comunque appuntamento ad Ancona nell’estate 1464 alle truppe ed alla flotta che i sovrani partecipanti alla crociata avrebbero dovuto nel frattempo radunare, per poi salpare insieme a loro alla volta di Costantinopoli.

Arrivato ad Ancona il 18 luglio, dopo un viaggio lentissimo e prostrante a causa del caldo e delle infermità, Piccolomini non trovò nel porto la flotta veneziana e le truppe che attendeva. Quando infine l'11 agosto arrivarono da Venezia due grandi navi da trasporto, seguite il giorno dopo da dodici galee comandate dal doge Cristoforo Moro in persona, il pontefice era ormai prossimo all'agonia. Spirò ad Ancona, sul colle di S. Ciriaco, la notte fra il 14 e il 15 agosto 1464. La morte del Papa liberò Venezia dagli impegni assunti a malincuore. Il progetto della crociata fallì miseramente.

In questo 550° anniversario del passaggio del Papa nelle Marche è doveroso ricordare un avvenimento che all'epoca fu molto importante e di vasta risonanza. Insomma un utile occasione per meglio conoscere la storia, nazionale e locale, e per riscoprire le tradizioni. Per questo il progetto nasce qui, nell'entroterra maceratese, e mira a rendere protagoniste le tante persone di cultura e alta competenza di cui esso è ricco.

Sabato 13 settembre sarà presentato il progetto per ricordare l'evento e raccontare Matelica e il suo territorio. Esso prevede tre fasi successive: un ciclo di incontri e conferenze sulla figura di Pio II, Papa letterato e umanista, e su Matelica e il suo territorio nella seconda metà del Quattrocento (storia, società, vita religiosa, arte, ecc.), quindi alcune visite guidate ai luoghi legati alla vita di Pio II in Toscana (Pienza, Libreria Piccolomini a Siena) e nelle Marche ed infine una mostra fotografica sul patrimonio artistico matelicese di quel periodo.

Si spazierà dalle tematiche di maggior valenza culturale alle curiosità e spigolature più colorite. Come ad esempio la cena del Papa nel suo passaggio a San Severino (ne ha già scritto Raoul Paciaroni), o la novella boccaccesca "De duobus amantibus historia" scritta dal futuro Papa prima di essere ordinato sacerdote, quando era ancora un laico impegnato nella diplomazia della Chiesa. Sarà proprio con una conferenza del prof. Igino Colonnelli su questa novella che fece scalpore ed ebbe tanto successo di pubblico che sarà aperto il ciclo degli incontri sabato 4 ottobre. Seguirà nella stessa occasione una conferenza della dott.ssa Sabina Biocco su Bartolomeo de Columnis, abate di Roti, grande figura di umanista e appassionato d'arte, al quale si devono il bel campanile della Cattedrale di Santa Maria e il primo libro stampato a Matelica, uno dei primi delle Marche.


   

di Igino Colonnelli





Questo è un articolo pubblicato il 10-09-2014 alle 23:23 sul giornale del 11 settembre 2014 - 912 letture

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