Matelica come capro espiatorio

matelica 2' di lettura 25/09/2014 - L’essere umano nasce incerto. In tutto, sotto ogni punto di vista: che sia lavoro, vita privata, famiglia, futuro; ma puntualmente ognuno di esso sa con esattezza ciò che non vuole.

Ristringiamo il campo: il singolo cittadino Italiano sa di voler un futuro sicuro, un lavoro stabile, uno Stato in crescita anziché in crisi, ma non sa come ottenerlo. Ognuno, si sente in dovere di criticare, puntare il dito contro chi lo rappresenta perché non lo fa abbastanza bene, o come lui stesso vorrebbe sia fatto, ma lo fa senza preoccuparsi di agire. All’atto pratico, ogni cittadino agisce abbandonando il problema, saltando l’ostacolo, e come lo fa? Andando all’estero.

Mi è capitato di leggere qualche tempo fa su un social network un post in cui c’era scritto “Se l’extra comunitario ruba il lavoro agli italiani, perché un italiano all’estero sta lottando per il proprio futuro?”; non sarebbe più proficuo cercare di risollevare la nostra di economia? Capisco che non sia facile, ma se ogni cittadino andasse all’estero, probabilmente scompariremmo! L’unico modo per risollevare il nostro Paese è restarci. Per quanto questo sia un discorso patriottico, e di immenso amore per la mia terra, è esteso a tutte le persone che quando si parla di crisi, di deficit, di debito pubblico hanno voglia di scappare, non tanto dal posto, ma dal problema stesso e lo fanno proprio rifugiandosi in critiche, odio, rabbia, che alla fine, non portano a nulla.

Personalmente, sono del parere che lo Stato è formato in primis dal cittadino, essendo una comunità, e di conseguenza ha bisogno della sua presenza, della sua partecipazione e della sua collaborazione quanto più attiva possibile.

Restringiamo ancora il campo: la nostra bella Matelica è una cittadina ricca di cultura, di sapori, di tradizioni e di ricordi; ma ai cittadini probabilmente manca qualcosa. Il punto è che nemmeno loro sanno cosa, né tanto meno aiutano chi di dovere a capirlo. Siamo distanti. Lontani. La bellezza del nostro piccolo paese è proprio quella che ci da la possibilità di essere uniti, ma come spesso accade, le possibilità non vengono sfruttate. Matelica potrebbe e può sicuramente dare tanto, a tutti. Al più giovane manca “l’evento” quotidiano per stare con gli amici, al più anziano “il punto di ritrovo” e chi più ne ha più ne metta; ma il punto, è che nessuno sa davvero ciò che vuole dal nostro piccolo borgo, nessuno sa, tanto meno, come agire per avere ciò che vuole, nessuno ha più aspettative, ma tutti, dal primo all’ultimo sanno puntare il dito, lamentarsi, criticare e giudicare. Ebbene quando qualcosa di cui facciamo parte non funziona, faremmo tutti molto meglio ad agire, piuttosto che fuggire e incolpare qualcun altro.


   

di Benedetta Menichelli
redazione@viverecamerino.it





Questo è un editoriale pubblicato il 25-09-2014 alle 11:31 sul giornale del 26 settembre 2014 - 761 letture

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