Biogas, Donati: 'L'impianto poteva essere fermato prima, invece...'

ennio donati 3' di lettura 25/10/2014 - La notizia del provvedimento di sequestro della centrale a biogas di Matelica ad opera dell’Autorità Giudiziaria (leggi l'articolo) , fa tirare un sospiro di sollievo, perché interrompe una situazione di rischio alla quale i cittadini sono esposti da troppo lungo tempo.

La notizia non può essere accolta con trionfalismo, ma con tristezza, tenendo conto che l’atto della Autorità Giudiziaria, anche se dovuto, risulta tardivo ed in sostituzione di decisioni che non sono state precedentemente assunte da parte degli Enti di competenza.

Eppure da tempo in vari ambiti lo scrivente, un ing. chimico impiantista con quarantennale esperienza, al quale piace rimanere nell’ambito tecnico e normativo, oltre che notoriamente poco interessato agli schieramenti politici, sottolinea con decisione l’insostenibilità di una situazione di emissione all’atmosfera del Carbonio Organico Totale (COT) in quantità di oltre 15 volte del massimo consentito per legge, che perdura da almeno il 5 agosto. Si deve ricordare che anche il massimo consentito per legge non è del tutto tranquillizzante, a causa della presenza di numerose specie chimiche pericolose inglobate nel particolato e nelle nano polveri, quali mercaptani, aldeidi, alchilsolfuri, idrocarburi alifatici, acidi grassi ed anche idrocarburi clorurati e aromatici (benzene) notoriamente cancerogeni.

In questo periodo sono state diffuse notizie tranquillizzanti, di quanti, costruttori degli impianti in prima fila, ma non solo, distinguevano il COT (totale) dal COT (escluso metano non combusto), ignorando o volendo ignorare, che di tale poco onorevole ingenuità aveva fatto giustizia la Sentenza del TAR Piemonte 9 ottobre 2013, n. 1046, stabilendo che il dispositivo di legge parla di “COT (carbonio organico totale)” senza altre specificazioni e porta ad escludere che si possa intendere come “COT escluso metano”. Il COT (totale) di legge serve a formulare anche un giudizio sulla bontà di qualunque combustione, non si comprende perché si dovrebbe fare una eccezione per la centrale a biogas; tra l’altro non si capirebbe perché il metano così demonizzato per la sua presenza, ad esempio nelle stalle, dovrebbe essere considerato acqua fresca negli impianti biogas; il metano è sempre e ovunque un idrocarburo, tutto qui.

Naturalmente anche l’Autorità Giudiziaria, che ha disposto il sequestro dell’impianto di Matelica, non ha potuto che far riferimento al D. Lgs. del 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale). Nell’impianto di Matelica è stata rilevata l’assenza, in difformità al progetto autorizzato dalla Regione, di un post-combustore che potrebbe, condizione necessaria ma non sufficiente, ridurre la presenza dei COT.

In conclusione, non credo che esistesse materia per essere tranquilli. L’impianto poteva essere fermato prima tenendo conto esclusivamente della salvaguardia della salute dei cittadini; invece questioni di secondo livello riguardanti la poteristica degli Enti coinvolti e i riferimenti di ordine contrattuale ed autorizzativo hanno ostacolato impropriamente un intervento gestionale ben più rapido. Ora la questione è in mano all’Autorità Giudiziaria.


   

da Ing. Ennio Donati





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-10-2014 alle 19:47 sul giornale del 27 ottobre 2014 - 742 letture

In questo articolo si parla di attualità, matelica, biogas

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