Niente Unione Montana, anche Bolognola si rifiuta

1' di lettura 01/12/2014 - E' saltato a sorpresa il progetto dell'Unione Montana della Marca di Camerino, contrariamente ai pronostici favorevoli degli ultimi giorni.

Sarebbero stati necessari i sì di sette dei tredici comuni facenti parte dell'ex Comunità Montana. A votare affermativamente sei consigli comunali, quelli di Camerino, Fiastra, Muccia, Pieve Torina, Acquacanina e Serravalle di Chienti. La decisione era rimessa al consiglio di Bolognola, ultimo rimanente, convocato nel pomeriggio di sabato 29. Ad un passo dal voto decisivo, un consigliere del piccolo comune si è alzato abbandonando la seduta, facendo mancare il numero legale per l'approvazione.

Bolognola appoggia quindi gli altri cinque comuni contrari all'unione: Montecavallo, Fiordimonte, Ussita, Visso e Castel Sant'Angelo sul Nera.

Tante le preoccupazioni e i dubbi che l'Unione Montana ha scaturito, a partire dalle difficoltà economiche che un ente come la Comunità Montana si porta dietro. Ammontano infatti a 480 mila euro i costi per i dipendenti, insieme ad un passivo che a tutt'oggi è di 350 mila euro. Pareri discordanti tra comuni e tra cittadini. Perplessità anche per la destinazione che avranno le quote di Contam e Contram Reti e degli stabili di cui l'ente è proprietario. Può un piccolo comune sopravvivere senza l'ente montano?






Questo è un articolo pubblicato il 01-12-2014 alle 16:53 sul giornale del 02 dicembre 2014 - 544 letture

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