Il giovane matelicese Mentonelli in nazionale: 'Un'emozione unica'

Simone Mentonelli 3' di lettura 16/12/2014 - E' tornato a Jesi, a riprendere il suo quotidiano di scuola, allenamenti, studio. Ma quella maglia con la scritta "Italia" se la terrà ben stretta nel cuore!

E ha ragione, perché Simone Mentonelli quel raduno della Nazionale Under 15 di Battipaglia se l'è guadagnato in pieno. La FIP Marche ha pubblicato su Facebook il proprio orgoglio per questa chiamata, e questo vi dice l'importanza di questo weekend agli ordini di coach Capobianco.

Simone, in realtà avevi già partecipato ai raduni preparatori, ma è la prima volta che hai indossato davvero una maglia azzurra. Cosa hai provato? "È un'emozione unica ed auguro ad ogni ragazzo che gioca a basket di fare di tutto per indossarla. Perché ti senti fiero di te stesso, porti sul campo il sogno di molti ragazzi e ne devi essere fiero."

Conoscevi già, penso, molti dei tuoi compagni di squadra. Che clima c'era in spogliatoio? E' stato divertente? "Nello spogliatoio il clima era fantastico, perché ci conoscevamo quasi tutti ed eravamo un gruppo unitissimo, come se ci conoscessimo da tanto tempo. Ogni ragazzo dava una mano all'altro...c'era nel vero senso della parola spirito di squadra! È stato bellissimo e divertentissimo."

Fai già, con Jesi, un campionato competitivo. Ma ora eri insieme al meglio della tua età. E' difficile abituarsi a giocare al massimo livello? "Non è certamente facile abituarsi. Però se sei li c'è un motivo e devi impegnarti al massimo, per te e per la tua nazione, sopratutto perché ci sono molti ragazzi che vorrebbero essere al tuo posto perciò...bisogna dare tutto, anche se non è facile."

Quanto conta il talento e quanto l’impegno, in proporzione? "Il lavoro è molto duro per arrivare a quei livelli ma più della forza, più del talento(che certamente servono molto) bisogna metterci tanto ma tanto cuore! Perché secondo me si arriva li con il cervello, con le pa*** e soprattutto con il cuore: queste secondo me sono le cose fondamentali."

E la scuola? Riesci a coniugare bene il libro con la palla a spicchi? "E' difficile fare entrambe le cose ma la scuola viene prima perché senza un po' di conoscenza di ciò che ci circonda e dura andare avanti in questa società in cui viviamo ora, sono due cose che vanno a passetto perché se si va male a scuola non si gioca tranquilli e questo lo dico per esperienza, se invece a scuola si va bene e si ha una tranquillità maggiore cambia tutto; secondo me è così... io riesco a gestire lo spazio libero che ho per studiare: certo non è tanto però è sufficiente per avere un buon rendimento. Uno dei discorsi che ci hanno fatto in nazionale e stato appunto questo: il rendimento che dobbiamo avere a scuola.”

Grazie mille Simone, per l’esempio che dai a tanti ragazzi e… in bocca al lupo per tutto!






Questo è un articolo pubblicato il 16-12-2014 alle 18:44 sul giornale del 17 dicembre 2014 - 4087 letture

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