Cinquecento dipendenti provinciali in Regione Marche per far sentire la propria voce

2' di lettura 30/12/2014 - I lavoratori, insieme ai dirigenti sindacali, nell’intento di far sentire al massimo livello locale la propria voce, hanno avuto un incontro con il Presidente Spacca e con il Vicepresidente Canzian.

Sono quindi passati in rassegna i motivi della mobilitazione che da almeno dieci giorni è stata fatta propria dai dipendenti in tutta Italia, a cominciare dalla notizia sui 20.000 esuberi e dall’incerta sorte che toccherà ai servizi pubblici erogati dalle Province, oltre alla questione dei tagli delle risorse. L’Assessore Canzian ha ribadito che la Regione, pur tra grandissime difficoltà, è prossima all’emanazione della determinazione delle funzioni delle Province, che sia in grado di garantire servizi ai cittadini e occupazione per i dipendenti. Il Presidente Spacca ha detto che le Regioni, per la prima volta, non sono state interpellate in merito alla Legge di stabilità, e ha denunciato il taglio ingente delle risorse.

Erano presenti anche i Presidenti delle Province marchigiane, come è dimostrato dagli interventi dell’ascolano D’Erasmo e dal fermano Cesetti. In particolare, Paolo D’Erasmo ha detto: “Per noi è impossibile andare avanti così, l’impatto dei tagli sui nostri bilanci sono insostenibili, noi non le la facciamo se la Regione non ci dà un messaggio di aiuto in un momento così delicato, perché sappiamo che da sempre la politica regionale è stata vicina ai territori. Si è già rotto un pezzo delle autonomie locali, noi come Province siamo stati lasciati soli. Quindi, chiediamo con forza che la legge regionale di riordino, che dovrà stabilire chi dovrà gestire le funzioni non fondamentali, dovrebbe essere fatta prima possibile. Se non dovessimo essere aiutati, andremo verso il dissesto”. In particolare, Cesetti ha detto: “Il punto centrale è l’esercizio delle funzioni: oggi le Province sono messe nell’impossibilità di operare, e questo è un problema della Comunità marchigiana. Non dobbiamo dividerci tra Province e Regione, anche se le Regioni avrebbero dovuto alzare la voce prima di questa situazione: allora che cosa bisogna fare? Secondo me, la Regione deve dire al Governo, in modo chiaro, che se non modifica i provvedimenti ricorre avverso la Legge di stabilità presso la Corte Costituzionale.”

In definitiva, è stata un’assemblea vibrante, dai toni talvolta vivaci, ma sempre cordiali. Molte erano le aspettative dei dipendenti, d’altra parte i politici non hanno voluto dare assicurazioni particolari, temendo di non poterle mantenere.

La parola passa all’anno che verrà.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-12-2014 alle 16:35 sul giornale del 31 dicembre 2014 - 373 letture

In questo articolo si parla di attualità, Massimo Cortese

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