Luke Winslow King apre il San Severino Blues Winter. L'intervista

Luke Winslow King 3' di lettura 13/01/2015 - Inizia con il botto la nuova stagione Winter Club di San Severino Blues all’Hotel 77 di Tolentino.

Luke Winslow King inaugura giovedì 15 gennaio un programma di eventi, ideato come un viaggio nelle città musicali, che a partire dalla sua New Orleans, proseguirà, con cadenza mensile e note blues and soul, a Londra con Alex Haynes, a New York con Kenny Brawner e a Chicago con Ronnie Hicks. Swing, Jazz, Folk, Blues, Country, tutti i colori della città della musica sono presenti nel nuovo straordinario talento e ambasciatore di New Orleans.

Dopo il grande successo estivo ad Elcito, Luke Winslow King torna in Italia per presentare il nuovo cd “Everlasting Arms”, con il quale racconta la sua vita d’artista. Lo swing tipico della Louisiana, il caratteristico suono della slide guitar, in questo album sono accentuati da un sound rock’n’roll, che ricorda il blues & soul dei primi anni ’50, in un giusto equilibrio fra tradizione e modernità. Un invito a ballare, ben rappresentato dal singolo “Swing That Thing”, alternato a folk ballads affidate alla dolce voce di Esther. Il bravo chitarrista italiano Roberto Luti è sempre al suo fianco sia sul disco che dal vivo. Il magazine All About Jazz definisce questo lavoro “Fresch vintage Americana”.

Luke Winslow King con il suo sound originale ha conquistato la fiducia di grandi artisti come Jack White e Taj Mahal. Nel 2013 la rivista Offbeat Magazine l’ha nominato, accanto a Dr John and Boutte. “Best Male Performer” per la sua presa sul pubblico nei live. Noi siamo andati ad intervistarlo ed ecco il risultato.

1) Che ricordo hai del tuo concerto il 20 luglio ad Elcito per San Severino Blues?

“Ho ricordi gioiosi della nostra performance la scorsa estate nel borgo di Elcito. Siamo stati accolti con un caloroso benvenuto, cibo delizioso e vino. L'intero villaggio era coinvolto in questa accoglienza, pronto ad aiutarci a celebrare una serata di musica. La sorpresa per i pullman carichi di persone arrivati in cima alla montagna la sera. Ricordo il vento all’inizio del concerto che ha aggiunto un senso di urgenza e di magia alla serata. Il pubblico è stato generoso con la sua attenzione e gli applausi. Sono grato per questa esperienza e ricorderò sempre quella notte in Elcito”.

2) Nella tua musica ci sono tutti i colori di New Orleans: jazz, delta blues, folk, country. Che cosa rende così unica la musica di questa città ed il suo stile?

“Nel nostro ultimo album “Everlasting Arms” si fondono diversi stili della musica americana. Questi stili possono sembrare, come sono, di una vasta gamma, ma sono tutti radicati nella tradizione di New Orleans. Facciamo del nostro meglio per presentare questa musica in modo autentico e sincero, creando le nostre canzoni all'interno dei generi. New Orleans è un posto speciale, perché è una delle città più europee in America. Infatti New Orleans era una città prima che l'America fosse fondata. Si tratta di un ottimo esempio del melting pot che è l'America, che è il jazz. Siamo onorati di poter condividere la nostra versione di questa grande tradizione con voi di San Severino Blues questo giovedi”.

3) “Everlasting Arms”, il tuo nuovo disco, è stato accolto molto bene dalla critica. Sei soddisfatto del tuo ultimo lavoro? Come lo sta accogliendo il pubblico ai tuoi concerti?

“Sì, il nostro album ha riscosso un sacco di successo dalla critica. Sono grato per questo risultato e lo uso come incoraggiamento per il mio prossimo lavoro. Sono particolarmente grato al pubblico italiano per il grande sostegno alla mia band. Grazie per la vostra accoglienza gentile: non vedo l'ora di suonare per voi”.






Questo è un articolo pubblicato il 13-01-2015 alle 14:10 sul giornale del 14 gennaio 2015 - 616 letture

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