Camerino: 'Grazie Maestro Correnti!'

2' di lettura 17/01/2015 - “Tu sei la lingua più bella del mondo, la lingua che non si parla, eppure comprensibile a tutti, proprio tutti”.

Mi sono imbattuta nelle parole che Renato Carosone ha impresso su carta nella ‘Lettera di un pianista’ proprio in occasione della presentazione dell’omaggio che la Banda musicale “Città di Camerino” ha voluto fare a questo grande artista nel Concerto di Natale il 26 dicembre al Teatro Filippo Marchetti.

Un pubblico da tutto esaurito, sia nel pomeriggio di dicembre che nel Concerto dell’Epifania del 6 gennaio, ha confermato l’apprezzamento verso gli appuntamenti musicali che la Banda - ma sarebbe il caso di dire l’Orchestra –propone ormai ininterrottamente da anni. Alla guida del gruppo di musicisti, oltre 70 dai 12 agli 80 anni, troviamo il M° Vincenzo Correnti, un esperto capitano che con vera passione e grande professionalità – pari alla sua innata e sincera modestia – fa volare gli spartiti dal repertorio classico agli anni ’60, dalle colonne dei film all’inno di Camerino, così semplicemente sorridendo alla sua squadra mentre decide il prossimo brano, quando quasi ancora non ha finito di dirigere e canticchiare il brano precedente.

Perché Correnti - prendendo ancora in prestito le parole di Carosone - su quel sentiero musicale di ebano e avorio ci passeggia, ci respira, ci canta, ci suona e lo percorre su e giù con sicurezza, con gioia immensa. E non guarda più nemmeno dove mette il piede, tanto lo conosce. Ma il nuovo anno ha regalato alla città anche un Correnti fuori dalla pedana del comando, un Correnti che ha riposto per una serata la bacchetta della direzione e si è seduto tra colleghi della Italian Clarinet Consort.

Con la direzione del M° Piero Vincenti, la formazione il 2 gennaio si è presentata alla città con un concerto piacevolissimo, sempre al Teatro Filippo Marchetti. Grande è stata l’emozione nel vedere il nostro Maestro, colui che dà sonorità ad ogni evento cittadino e che regala musica ad orecchio ‘esperto’ – ma anche a quello ‘duro’ – in un assolo da grande virtuoso. Ho l’onore ormai da anni di far parte della tua squadra, anche se non conosco le note, e so perfettamente che non ami che si parli di te, ma io sto scrivendo e quindi non puoi evitare che con il cuore ti dica: grazie Maestro!






Questo è un articolo pubblicato il 17-01-2015 alle 11:44 sul giornale del 19 gennaio 2015 - 906 letture

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