'Lunga vita e shalom!' L'augurio di Frida Di Segni Russi al cardinale Menichelli

edoardo menichelli 2' di lettura 07/03/2015 - “Lunga vita e shalom al nostro carissimo cardinale”. Questo il messaggio che la scrittrice d'origine ebraica Frida Di Segni Russi, cittadina onoraria di San Severino Marche, ha inviato al sindaco, Cesare Martini, in vista della grande festa d’accoglienza che domani (domenica 8 marzo) l’Arcidiocesi e il Comune hanno organizzato in onore di monsignor Edoardo Menichelli, arcivescovo di Ancona – Osimo, dopo la sua nomina a cardinale.

Frida Di Segni Russi, sorella del rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, insieme a suo fratello Elio trascorse, fra il 1943 e il 1944, alcuni mesi da rifugiata a Serripola di San Severino Marche per sfuggire, insieme al padre, dottor Mosè Mario Di Segni, tenente medico della Croce Rossa Italiana e partigiano insignito della medaglia d'argento al valor militare, e alla mamma, Pina Dascali Roth, alle persecuzioni razziali. Nella piccola frazione del Comune di San Severino Marche, dov'è nato anche monsignor Menichelli, i Di Segni trovarono un nascondiglio a casa del farmacista Giulio Strampelli. Nel cortile del casolare Frida e il fratello Elio, all'epoca di sei e tre anni, trascorsero lunghe giornate giocando a lungo anche con quello che sarebbe diventato poi il cardinale Menichelli.

In una pubblicazione dal titolo “Mosè Di Segni, medico partigiano”, realizzata dalla Riserva naturale regionale del monte San Vicino e del monte Canfaito, con la collaborazione dell'Anpi e del Comune di San Severino Marche, Elio Di Segni ricorda proprio quelle giornate: “Sua eccellenza Edoardo Menichelli era uno dei bambini di Serripola. Lui sapeva che con me e mia sorella Frida si poteva giocare ma non si poteva chiedere chi fossimo e da dove venissimo. E così la gente ci accettò per quello che eravamo e ci protesse come se fossimo dei loro”.

I Di Segni non potranno prendere parte alla cerimonia che accoglierà di nuovo a San Severino Marche il cardinale Menichelli ma forte è il loro legame con il porporato e con la città che saluterà “don Edoardo” con una serie di iniziative: alle ore 17, nella concattedrale di Sant’Agostino, è prevista una concelebrazione eucaristica alla presenza dell’arcivescovo di Camerino – San Severino Marche, monsignor Francesco Giovanni Brugnaro. Poi, intorno alle ore 18,30, al teatro Feronia si terrà il saluto delle istituzioni nel corso del quale il sindaco, Cesare Martini, consegnerà a Menichelli le chiavi della città. A seguire ci sarà un fraterno incontro nel chiostro di San Domenico organizzato con la collaborazione dei Comitati dei rioni e delle frazioni e delle parrocchie della vicaria.






Questo è un articolo pubblicato il 07-03-2015 alle 13:03 sul giornale del 09 marzo 2015 - 644 letture

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