Spam hot sul pc del Comune. Delpriori: 'Account a nome Paolo'. Sparvoli: 'Voglio la verità'

4' di lettura 03/04/2015 - Chi non ha mai ricevuto email spam sul proprio indirizzo email? Ormai nell'era dell'informatica online basta registrarsi a Facebook o a qualche altro semplice servizio per iniziare a ricevere mail di ogni tipo. La situazione si fa complessa quando iniziano ad arrivare messaggi con richieste di prestito, magari in inglese, o con scritte del tipo "Hai vinto! Inserisci qui i tuoi dati" o addirittura "hai ricevuto questa notifica perché hai aperto un profilo come Paolo".

In particolare quest'ultima situazione si è verificata all'interno del Comune di Matelica, nello specifico nel pc del sindaco. Ad accorgersene è stato proprio il primo cittadino Alessandro Delpriori, che ha subito avvertito la polizia postale per proteggere la struttura da eventuali attacchi informatici ed ha comunicato l'accaduto all'assise cittadina.

Le email provenivano da un sito d'incontri belga, con 'occasioni' per uomini dai 50 ai 60 anni. La registrazione al dominio sarebbe avvenuta nel 2012. A chiedere ulteriori informazioni sul fatto è stato Pietro De Leo nell'ultimo consiglio comunale, richiedendo il nome del nickname, l'indizzo email associato e le comunicazione pervenute da questo servizio. "L'accesso dall'esterno al sistema informatico del Comune non è mai avvenuto - ha risposto il sindaco - quindi non c'è stata nessuna falla nel sistema. Il servizio infatti era collegato alla sola casella di posta elettronica. All'interno delle mail si potevano leggere opportunità d'incontri per uomini tra i 50 ed i 60 anni ed inoltre c'era scritto 'hai ricevuto questa notifica perché hai attivato un profilo come Paolo (sindaco@comune.matelica.mc.it)'. Abbiamo stampato tutto ed informato le autorità. Quanto meno per verificare la sicurezza del servizio informatico del Comune, che, appunto, ad oggi non è mai stato violato".

"Non voglio fare due più due - commenta De Leo - ma voglio insistere su un dato, cioè fino a che punto si può tollerare l'interpretazione 'allegra' di una funzione politica come anche l'uso della posta elettronica. Quando decidiamo di rivestire un ruolo così importante siamo sottoposti non solo al criterio di responsabilità penale ed amministrativa, ma anche al criterio di opportunità, con l'obbligo di rivolgerci al nostro tessuto sociale, oggi in difficoltà, con un certo decoro".

In consiglio Sparvoli ha poi spiegato la sua 'incompentenza informatica' ed il desiderio di andare fino in fondo a questa vicenda. "Ci tengo a sottolineare che il pc del Comune è stato utilizzato veramente poco da me - scrive Sparvoli in una nota - Ogni volta che arrivava qualche email ero costretto a chiamare il tecnico del Comune. Mi cambiavano la password ogni quattro o cinque mesi, vista la mia ignoranza in materia informatica, lo ammetto, perché non sono abituato a questi sistemi elettronici. Il mio pc veniva utilizzato da molti e la password era visibile a tutti, perché posta sopra al mobiletto del computer. Il mio ufficio non è mai stato chiuso e quando lo rimaneva, le chiavi le lasciavo a disposizione di tutti presso l’ufficio della segreteria."

"Tutte queste barzellette a me non servono e non mi toccano - continua il consigliere di minoranza - Sinceramente mi sono stancato di questo modo di fare politica, che si commenta da solo e che è fatto solo di attacchi personali; gli attuali amministratori non stanno pensando minimamente al bene di questa città. Io sono pulito e adesso andrò fino in fondo a questa questione, visto che sono stato chiamato in causa tra i sorrisetti del Sindaco. Nei prossimi giorni andrò dalla polizia postale però questa volta vediamo se tutto è a posto. Fino ad oggi mi sono fidato della struttura e non ho mai pensato che cose del genere potessero accadere. Se questi nuovi amministratori vogliono nascondere le proprie magagne o, magari, spostare l’attenzione, viste le continue bugie e tutte le promesse non mantenute in questi otto mesi sul loro operato, sporcando ed infangando in maniera scandalosa e vergognosa me, adesso mi attivo per far emergere la verità. Su questa vicenda ci si è giocato abbastanza, ma adesso giochiamo fino in fondo. Anche io devo tutelare la mia onorabilità e la mia persona e non permetto a nessuno di fare anche solo delle insinuazioni nei miei confronti che non corrispondono a verità".






Questo è un articolo pubblicato il 03-04-2015 alle 11:27 sul giornale del 04 aprile 2015 - 1180 letture

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