Dalla memoria al presente: della Resistenza si devono tener vive le ragioni

25 aprile 3' di lettura 26/04/2015 - 25 aprile 2015, esattamente settant’anni dopo la vittoria dei partigiani sul governo fascista e l’occupazione nazista.

La mattina di quel giorno, nel 1945, via radio, il comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia presieduto da Luigi Longo, Emilio Sereni, Sandro Pertini e Leo Valiani, proclamò l’insurrezione in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, indicando a tutte le forze partigiane del Corpo Volontari Per La Libertà di attaccare i presidi fascisti e nazisti; nel contempo il CLNAI emanò decreti legislativi ‘assumendo il potere in nome del popolo italiano e delegato del Governo italiano’ stabilendo anche la condanna a morte per tutti i gerarchi fascisti fra cui Benito Mussolini, che sarebbe stato raggiunto e fucilato tre giorni dopo.

“Arrendersi o perire!” fu la parola d’ordine dei partigiani in quel giorno, pronti a morire, per amore della propria Patria. Entro il 1° maggio, tutta l’Italia settentrionale fu liberata, cominciando da Bologna il 21 aprile, a seguire Genova e Venezia (23-28 aprile); la Liberazione mise fine al ventennio di dittatura fascista ed ai cinque lunghi anni di guerra. Questa data così importante rappresenta, simbolicamente, il culmine della Resistenza e l'avvio effettivo di una fase di governo da parte dei suoi rappresentanti che porterà al referendum del 2 giugno per la scelta fra monarchia e repubblica e poi alla nascita della Repubblica Italiana fino alla stesura della Costituzione.

Su proposta del Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, il Principe Umberto, Luogotenente del Regno D’Italia, istituì la festa con il decreto legislativo luogotenenziale pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Regno D’Italia di cui l’articolo 1 recitava: "A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 è dichiarato festa nazionale." La ricorrenza venne celebrata anche negli anni successivi fino al 1949 in cui fu ufficialmente proclamata Festa Nazionale; in tutti i comuni d’Italia ancora oggi vengono organizzate manifestazioni in memoria dell’evento, in particolare nelle città decorate al valor militare per la guerra di liberazione o in quelle che hanno subito grandi perdite.

Sebbene sia passato più di mezzo secolo, ogni cittadino italiano dovrebbe avere il coraggio di essere libero proprio attraverso la memoria di quanto è successo settant’anni fa. Sarebbe necessario scavare nel presente, nel quotidiano, per scoprire se le radici della Liberazione sono ancora salde, se tante persone hanno perso la vita per un futuro migliore o se hanno lottato inutilmente; ma se non fosse stato per qualche nostro nonno, o bisnonno, o più semplicemente persone che in comune avevano l’amore per la propria Patria, oggi forse non saremmo liberi neanche di pensare. Bisogna conoscere le ragioni per poter parlare di libertà, e bisogna conoscere la realtà, per essere liberi.

“L'uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo.” (Giordano Bruno)


di Benedetta Menichelli
redazione@viverecamerino.it





Questo è un articolo pubblicato il 26-04-2015 alle 12:52 sul giornale del 27 aprile 2015 - 6794 letture

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