Whirlpool-Indesit, Delpriori: 'Riunire i sindaci del territorio per chiedere certezze a Renzi'

2' di lettura 24/04/2015 - Anche il Comune di Matelica interviene sulla prossima chiusura degli stabilimenti Indesit di Albacina, Carinaro e None.

Si è svolto nel pomeriggio di venerdì 24 aprile infatti un incontro proprio in Comune con i vertici della rappresentanza sindacale per capire bene la situazione industriale del polo fabrianese. Per il momento la Whirlpool, azienda americana che ha assorbito l'Indesit, ha annunciato 627 esuberi con relativa chiusura del sito di Albacina (1350 gli esuberi nazionali totali). Gli operai verranno spostati a Fabriano, i macchinari a Varese e poi, probabilmente, in Polonia. Il rischio però è che nel 2019 venga presentato un altro piano, con ulteriori esuberi. "La nostra preoccupazione - spiega uno dei tre rappresentanti presenti - è che ci tengano lì e poi appena possono ci mandano a casa. Addirittura invece di fare un piano di contrattazione nazionale, vogliono parlare territorialmente, per dividerci e per farci massacrare tra Carinaro ed Albacina. Noi però resteremo uniti."

Tra l'altro lo stabilimento di Albacina ha aumentato la sua produzione nell'ultimo anno, specializzandosi su settori come lavaggio e cottura. E proprio la produttività di questa tipologia di elettrodomestici che ha attratto il colosso americano Whirlpool a comprare l'Indesit. L'azienda italiana infatti era molto più efficiente e redditizia di quella d'oltreoceano. La voglia quindi di eliminare un competitor, la strategia giusta per ottenere i giusti incentivi e l'appoggio definitivo del governo italiano, hanno permesso l'accordo finale tra le due multinazionali che ha portato 758 milioni di euro in tasca ai venditori. In un primo momento l'azienda americana ha promesso una serie di investimenti, poi la stangata dei 1350 esuberi. Dall'operazione fantastica, citando Renzi, a migliaia di famiglie in ginocchio.

Aspettando l'incontro di lunedì prossimo (27 aprile) al Ministero dello Sviluppo Economico, nel quale i rappresentanti chiederanno il rispetto del patto stabilito precedentemente con Indesit, il sindaco di Matelica si sta già attivando insieme a quello di Fabriano, Giancarlo Sagramola, per riunire la voce di un territorio che rischia di diventare ogni giorno più povero. "Dobbiamo andare a Roma da Renzi tutti insieme per chiedere chiarezza e difesa dell'occupazione - afferma Delpriori - perlomeno venga spiegato a questi operai il loro futuro. Serve una prospettiva più ampia rispetto a quella presentata e per ottenerla c'è il bisogno di tutti. Proprio per questo nei prossimi giorni contatteremo il sindaco Sagramola e comunicheremo le nostre volontà a tutti i primi cittadini del territorio."

"Non ci arrenderemo mai, lo stabilimento di Albacina è un'eccellenza, non possono portarcela via - concludono i rappresentanti dei sindacati ringraziando il Comune di Matelica per l'appoggio e l'interesse dimostrato - La prossima lotta inizierà il 5 maggio con la mobilitazione territoriale. Di sicuro non ci tireremo indietro alle prime sterili promesse."






Questo è un articolo pubblicato il 24-04-2015 alle 19:46 sul giornale del 27 aprile 2015 - 1191 letture

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