Il malessere interiore in rima: l'intervista a Ankou

2' di lettura 28/04/2015 - Siamo rimasti nella zona di Fabriano per intervistare un altro giovane esponente della scena rap locale, membro della crew 'horror infecta' che annovera tra le sue fila due artisti da noi già intervistati, Enfield e J-Chep’s RC (leggi l'articolo). Lui è l’MC Ankou che in poche righe ci parla di se e del suo pensiero.

Ankou, come nasce la tua passione per il rap?
Sicuramente nacque anni fa grazie agli insegnamenti di “maestri” come Necro, Goretex, Ill Bill, Jedi Mind Tricks, Army Of The pharaohs, ma in particolare dei Mobb Deep con l’album “The Infamous”.

Quali sono le fonti d’ispirazione per i tuoi brani?
Qualsiasi cosa mi circondi. Mi concentro sul canalizzare sensazioni attraverso la scrittura e sull’interiorizzare il malessere al fine di lenire il dolore estirpando così i pensieri “nocivi”.

Ci sono altri generi musicali che apprezzi?
In generale mi piace ascoltare la musica, in particolare il Metal, un genere dotato di ritmi fortemente aggressivi con tematiche di natura esoterica, che usa un linguaggio che permette di trattare metaforicamente le difficoltà della vita reale senza ricercarne una rappresentazione realistica.

Come pensi che si sia evoluto il rap in questi ultimi 20 anni?
Il “Rap” in Italia è progredito grazie ai validi artisti presenti nella scena contemporanea, ha assunto dei caratteri innovativi per quanto riguarda la composizione dei testi e della sperimentazione musicale. Tuttavia questo “mondo” è dominato dal gusto orrido degli ascoltatori portati ad idolatrare finti miti che inducono gli stessi a omologarsi in un collettivo “Sterminio Cerebrale”.

Cosa ti aspetti dal futuro?
Faccio parte di una crew chiamata HθRRΘR INFΞCTΔ e spero di farmi spazio in questo settore “sgomitando” tra i tanti militanti, insieme a queste entità elevate: J Chep’s Rc, Enfield, Bost, DJ LB. Il passo più grande da fare è resistere, ESSERE UMANI in un mondo di false convinzioni e ideali imposti, dove la presunzione sembra essere alla base della convivenza civile.


di Giacomo Buldrini e Alessandro Paciaroni





Questa è un'intervista pubblicata il 28-04-2015 alle 12:52 sul giornale del 29 aprile 2015 - 520 letture

In questo articolo si parla di musica, cultura, intervista, rap, ankou

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