'Scaricata da Delpriori senza spiegazioni' La lettera di Sabina Biocco

delpriori matelica 6' di lettura 31/07/2015 - Da Sabina Biocco riceviamo e pubblichiamo integralmente:

"Sottopongo al giudizio dell’opinione pubblica locale la mia vicenda personale sul comportamento tenuto nei miei confronti in occasione di uno degli eventi culturali programmati per l’estate matelicese 2015, la mostra, di prossima apertura al Museo Piersanti, sul pittore Luca di Paolo e sull’arte marchigiana del secondo XV secolo (leggi l'articolo).

A premessa di tutto, sottolineo che questo mio intervento non è uno sfogo estemporaneo, di chi reagisce impulsivamente di fronte ad una situazione insostenibile, senza considerarne le conseguenze. In realtà, per chi non mi conosce personalmente e non sa che non è nella mia natura cercare visibilità, queste righe inviate alla stampa sono un vero e proprio atto di coraggio finalizzato semplicemente a denunciare comportamenti poco professionali, a far conoscere la verità e, soprattutto, a tutelare le mie ricerche, il mio lavoro e la mia dignità di studiosa.

È fondamentale far conoscere, ai fini della vicenda, che nel 2005 ho discusso una tesi di Dottorato (percorso post laurea della durata di tre anni) presso l’Università degli Studi di Macerata proprio sul pittore matelicese Luca di Paolo, realizzata anche sulla base di una raccolta di quasi 250 documenti d’archivio e sulla trascrizione integrale del Libro della Confraternita di Santa Croce dove risultano a suo nome i pagamenti per la pala dell’omonima confraternita (resi noti con comunicazione scritta da Alberto Bufali nel 2002). Tra l’altro, il 6 febbraio 2014 ho ricevuto, in seguito ad un sopralluogo ad Arezzo, un incarico formale (in quanto collaboratrice al Museo Piersanti e con tutti i requisiti) dalla Soprintendenza SBAPPSAE di Arezzo in cui mi invitavano “a far parte del gruppo di lavoro istituito in base agli accordi intercorsi per l’esposizione, lo studio e il restauro” della pala della Confraternita di Santa Croce (entrata nella mostra dal titolo In hoc signo vinces presso la Basilica di San Francesco ad Arezzo), in seguito al quale ho relazionato in una Giornata di Studi, tenutasi ad Arezzo il 6 marzo 2014, proprio sull’opera in questione, attorno alla quale verrà costruito l’evento espositivo matelicese.

In virtù di queste credenziali, presumo, nel mese di novembre 2014 sono stata contattata dal dott. Alessandro Delpriori per partecipare ad un incontro riguardante la mostra in questione, fissato nella sede comunale di Matelica. A garantirmi l’ufficialità dell’incontro e la prassi per l’organizzazione di una mostra importante per la città, del resto, non era solo il luogo, ma anche la presenza del referente della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici delle Marche. In questo primo e unico incontro ufficiale e preliminare a cui ho partecipato, avvenuto nella stanza del Sindaco, la scrivente, il dott. Delpriori e il referente della Sovrintendenza definiamo indicativamente il periodo della mostra (che inizialmente era la settimana prima di Pasqua), una selezione di opere (circa 20), il luogo (Museo Piersanti) con individuazione dell’eventuale percorso espositivo e la presenza di un volume correlato all’esposizione. A me viene affidato il compito di redigere quanto prima il progetto scientifico, considerati i tempi ristretti per avviare richieste di prestito opere.

Nell’accettare tengo presente la necessità di formalizzare, successivamente, con una lettera la mia collaborazione al progetto. Pur non avendo conferma né positiva né negativa e non volendo essere in quella fase iniziale di intralcio sui tempi, ho redatto il contenuto e abbozzato i dettagli più tecnici, non conoscendo gli aspetti propriamente organizzativi. Il testo è stato poi inviato in allegato per posta elettronica il 2 dicembre 2014 al dott. Delpriori; è stato da lui visionato il 3 dicembre rispondendomi che lo avrebbe sistemato e rinviato. Ma a me, sicuramente per dimenticanza, non è stato rimandato.

In seguito a contatti via e-mail tra il 19 e 20 gennaio 2015, in cui vengono illustrati vari aspetti e problemi tecnici che facevano slittare l’apertura della mostra, ho provveduto a contattare telefonicamente il dott. Delpriori dicendo che, anche se la data di inaugurazione sarebbe stata spostata, era il caso quanto prima di fissare un nuovo incontro per definire nel dettaglio almeno contenuti e dimensioni della pubblicazione prevista. Da quel giorno non ho avuta più nessuna comunicazione o contatto, fino a quando, a fine giugno, ho appreso che la mostra era stata inserita nel calendario degli eventi estivi, in apertura per il 17 luglio, con Delpriori nelle vesti di curatore.

La scelta di escludermi dal progetto espositivo è al limite legittima e lecita, anche se sarebbe stato corretto a livello umano e professionale, proprio in virtù del suo ruolo di curatore, dare delle spiegazioni.

Non è questa la questione che mi fa scrivere questo intervento, anche se poi nel progetto scientifico messo a punto da Delpriori, che è stato allegato alla richiesta delle opere da esporre, il mio nome figura, a mia insaputa, tra i curatori della mostra e del catalogo (quando io nel progetto mi ero inserita semplicemente nel comitato scientifico). Ma allora perché proprio adesso, a ridosso dell’apertura, la dott.ssa Sabina Biocco ha deciso di raccontare questi fatti? Cerca visibilità in un evento dove è stata esclusa? In realtà la mia decisione è stata maturata solo qualche giorno fa, vale a dire da quando, attraverso prove dirette e fonti indirette, sono a conoscenza, tra le altre cose, che un collega del dott. Delpriori, nonché suo amico e sodale di studi, è stato chiamato a mettere a punto la parte documentaria sul pittore, cosa che aveva il diritto di curare, per correttezza scientifica, chi quei documenti se li era cercati e letti dieci anni fa (cioè io) e che aveva aggiornato insieme al dott. Bufali, poco prima della scomparsa.

Anche se sono sicura non sarà necessario dover tutelare per via legale i contenuti della mia tesi di dottorato, questa vicenda, non esemplare per chi vanta un curriculum importante nell’organizzazione di mostre, appare come un’occasione sprecata, mancata per realizzare attorno al pittore più importante della Matelica del XV secolo un lavoro corale e condiviso con tutti quelli che a diverso titolo se ne sono occupati, nell’ambito del quale valorizzare non solo i beni culturali ma anche le risorse umane del territorio."






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-07-2015 alle 17:06 sul giornale del 01 agosto 2015 - 3043 letture

In questo articolo si parla di politica, matelica, delpriori, luca di paolo, sabina biocco

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