La commedia 'Basta che voti' fa tappa a Camerino

2' di lettura 08/09/2015 - Lo spettacolo di domenica 27 settembre, al teatro Filippo Marchetti di Camerino, è la ventiquattresima replica della commedia 'Basta che voti'. L’incasso verrà devoluto alla Fondazione “Casa Amica” di Camerino.

Quest’opera è stata rappresentata nei teatri della provincia di macerata, ma è anche stata selezionata per tre importanti rassegne nazionali: Laives (BZ), Terni e Citerna (PG). Ovunque ha sempre riscosso lusinghieri apprezzamenti.

La particolarità di questa commedia risiede nella scelta della regia (Francesco Facciolli) di aver voluto dare la massima importanza al testo e alla recitazione, optando per una scenografia essenziale e legata soprattutto al gioco delle luci. La lingua dialettale, in quest’opera, non agisce come modo, bensì come mezzo, come strumento. Innanzitutto si è tentato di fare teatro.

Note di regia
“Se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare” affermava Mark Twain. Questa storia racconta una competizione elettorale ambientata in una società che comincia a fare fatica a credere nel sistema democratico, che evidenzia alcune criticità ricorrenti, che si è persuasa del distacco fra eletti ed elettori e che “legge” il voto in maniera piuttosto utilitaristica. L’animale politico, di piccole o grandi dimensioni, fa tutto per i cittadini, lo annuncia senza mezzi termini: pur di essere eletto spende tutte le energie possibili, gioca tutte le sue carte e ricorre a tutti i piccoli artifici per riuscire nell’intento. Anche la famiglia di questa storia è coinvolta dal ciclone della politica e non si tirerà indietro di fronte agli inviti che le vengono rivolti dalle due liste che concorrono al governo del comune, addirittura ingegnandosi a trovare una soluzione molto bipartisan. Riecheggiano, nel racconto, momenti di amarcord politica, in un contesto in cui i vecchi partiti storici, insieme ai loro simboli, sono stati abbandonati in favore di bizzarre liste civiche che hanno, sovente, la capacità di confondere l’elettore e soprattutto le sue idee. Ha ragione Mark Twain e quindi il voto non ha significato oppure c’è ancora da credere che il cittadino possa contare qualcosa? La storia non dà una risposta, solleva solo qualche piccolo dubbio.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-09-2015 alle 11:24 sul giornale del 09 settembre 2015 - 389 letture

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