Spente le speranze: niente più nascite all'ospedale di San Severino

ospedale di san severino 3' di lettura 03/12/2015 - “Anzitutto portiamo a casa la non chiusura del nostro ospedale. Ne escono sconfitte le aree interne che non si tutelano in questo modo. Rispetto ad altri, che di fatto chiudono tutto o si trasformano in case della salute, il nostro “Bartolomeo Eustachio” mantiene la sua attività e la sua operatività ma non vogliamo fermarci qui o arrenderci”.

Così il sindaco di San Severino Marche, Cesare Martini, al termine dell'incontro avuto in Regione con il Governatore, Luca Ceriscioli. Argomento all'ordine del giorno era la chiusura del punto nascita entro il 31 dicembre. Al summit hanno assistito anche il vice sindaco e assessore comunale alla Salute, Vincenzo Felicioli, e il dirigente dell'unità operativa di Ostetricia e Ginecologia, Angelo Mantovani.

“Di fatto – spiega Felicioli – continueremo a garantire i servizi e le prestazioni che fino ad oggi abbiamo erogato fino a 48 – 72 ore dal parto. Manterremo la presa in carico delle donne con gravidanza fisiologica e di tutte le criticità, assicureremo la ginecologia in week surgery con possibilità di effettuare anche gli interventi maggiori, compresi quelli oncologici”.

“E' un nuovo percorso quello che si apre – sottolinea il sindaco, Cesare Martini – L'ospedale di San Severino Marche diventa presidio di riferimento per tutta l'Area Vasta e si vede riconosciuta non solo la specialistica dell'Oculistica, di cui ormai è apice a livello provinciale, ma anche la multispecialistica in dermatologia e chirurgia che farà convogliare proprio presso il “Bartolomeo Eustachio” tutta la week surgery. Sul punto nascite non abbiamo potuto discutere, a nulla è servito cercare di rinviare l'argomento in attesa dell'annunciato decreto da parte del ministro Lorenzin. Ufficialmente la Regione chiude il punto nascita perché intende riorganizzare tutto il percorso delle nascite. Le nostre strutture sono a norma e la legislazione è dalla nostra parte ma ciò al momento non è bastato. Attendiamo che tutto sia formalizzato da una delibera di Giunta regionale e poi vedremo cosa potremo fare ma, intanto, abbiamo cercato di portare a casa il più possibile e, viste le premesse, non è stato certo facile."

"Se c'è stata una certa attenzione da parte della Regione – conclude il sindaco Martini – il merito va attribuito sicuramente agli operatori e cioè al personale medico, paramedico, infermieristico, ai tecnici e fino agli amministrativi senza dimenticare nessuno. Sono persone straordinarie che operano sopra le forze. A loro oggi torno a dire grazie. Con la nuova organizzazione il lavoro non mancherà di certo, la chirurgia porterà tanti interventi e di questo ne siamo coscienti. Stigmatizzo però – torna sull'argomento il sindaco Martini - il comportamento della Regione in ordine alla difesa delle aree interne che vengono lasciate a sé stesse. E quando parlo di aree interne parlo di comunità amministrate dal centrosinistra ma anche dal centrodestra. Non possiamo fare nulla se certe decisioni continueranno ad essere calate dall'alto sui nostri territori”.

“A noi hanno lasciato tutta la ginecologia chirurgica e ci hanno assicurandoto che se i pazienti si rivolgeranno a noi potranno essere assistiti al parto anche se si nascerà solo a Macerata” - è invece il commento del dirigente dell'Unità operativa di Ostetricia e Ginecologia, Angelo Mantovani.






Questo è un articolo pubblicato il 03-12-2015 alle 22:42 sul giornale del 04 dicembre 2015 - 1499 letture

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