San Severino scende in piazza: 'Giù le mani dal punto nascite!' Martini: 'Stufo di questa politica'

Manifestazione punto nascite San Severino 4' di lettura 12/12/2015 - San Severino non ci sta e scende in piazza Del Popolo. Cittadini, rappresentanti politici, addetti ai lavori e mamme che hanno partorito presso la struttura settempedana: tutti uniti contro la decisione della Regione in merito alla chiusura del punto nascite a partire dal 31 dicembre 2015.

Muniti di palloncini e striscioni, i presenti hanno potuto manifestare la loro contrarietà a questa decisione a fianco del sindaco e dei membri della giunta comunale, proprio sotto il municipio dove, un paio di giorni fa, è stato affisso un cartellone in simbolo di protesta (leggi l'articolo).

All'incontro, come detto sopra, hanno partecipato anche molti rappresentanti politici non solo settempedani, ma di tutto il territorio provinciale. "Siamo un territorio non tante città - ha spiegato il vicesindaco di Tolentino Della Ceca - Questo piano è scellerato; la crisi c'è, ma se aumentiamo le tasse non possiamo diminuire drasticamente i servizi."

Sono intervenuti anche due consiglieri regionali, Bisonni (M5S) e Zura Puntaroni (Lega Nord), rispettivamente impegnati con i loro gruppi politici per far sì che questa scelta di chiusura improvvisa venga rivista dagli organi competenti. "Il sogno della Regione è un ospedale per provincia - ha detto Zura Puntaroni - ma le idee sono molto confuse. Ho provato a spiegare al capogruppo del PD che chiudendo San Severino si creano tanti problemi in tutta la zona. La soluzione però passa da noi abitanti, dobbiamo acquisire la consapevolezza di essere forti e di poter ottenere almeno una proroga. Con quella possiamo elaborare una strategia più a lungo termine che salvaguardi il nostro punto nascite. Vi invito a venire in Regione e far sentire la vostra voce". Invito che sarà accolto martedì (15 dicembre) con una manifestazione già organizzata durante una seduta del consiglio regionale. In tanti hanno già dato la propria disponibilità per la trasferta ad Ancona.

Tra i rappresentati locali anche Mauro Riccioni, sindaco di Gagliole, che ha ribadito come la proroga determinata dal decreto Lorenzin deve essere rispettata, come devono essere rispettati i cittadini quando vengono fatte delle razionalizzazioni. Non è possibile infatti che, a fronte di un taglio, vengano eliminati servizi ed aumentate le cariche dirigenziali.

Della stessa opinione anche Deborah Pantana, consigliere comunale di Macerata. "San Severino è un polo importantissimo, io sono di Macerata e per la mia città è vitale che il punto nascite settempedano sopravviva - ha affermato - mi dispiace infatti che non ci sia il sindaco Carancini, perché anche lui sa quanto è fondamentale questo presidio".

Arrabbiatissimo invece il sindaco Cesare Martini, che senza tanti giri di parole ha puntato il dito contro Ceriscioli, spiegando che questa decisione non è del PD, ma esclusivamente del governatore marchigiano. "Ci siamo rotti le scatole di questa politica, sono furioso - ha esclamato Martini - Ci tolgono il diritto alla vita, non solo di nascita. San Severino è molto più utile a Macerata che Macerata a San Severino, quindi non capisco il senso di questa forte presa di posizione. Basta parlare in politichese, è ora di rispettare gli abitanti delle aree interne."

Assenso anche dai tre presidenti delle Unioni Montane, Felicioli, Chiappa e Gentilucci, anche loro scesi in campo a fianco della città di San Severino Marche. Tra i fattori che più accomunano i vari rappresentanti del territorio c'è sicuramente la viabilità. Finché ci saranno queste strade, sarà molto difficile riuscire a raggiungere il capoluogo in pochi minuti. Proprio per questo motivo, durante la mattinata, è stata ribadita più volte l'importanza dell'intervalliva tra Tolentino e San Severino. Una via che darebbe ossigeno all'intera vallata consentendo uno spostamento più rapido ed una maggiore fruibilità dei servizi.

A testimonianza di quanto detto, è intervenuta anche una giovane mamma che ha spiegato come una sua amica di Castelraimondo sia stata salvata dalla tempestività nel raggiungere il polo settempedano. A causa di un distaccamento della placenta infatti sia la mamma che il neonato sarebbero potuti morire se avessero trascorso solo qualche minuto in più in ambulanza. Fondamentale anche il discorso fatto da un altra mamma tedesca, la quale ha trovato nel punto nascite di San Severino un'eccellenza che l'ha convinta a rimanere in Italia. "Altrimenti sarei tornata a partorire in Germania" ha detto alla folla.

Il buon funzionamento, ma soprattutto la sola presenza di un punto nascite nel raggio di pochi chilometri, non è solo rassicurante, ma simbolo di vita. Un punto di partenza verso il futuro di un intero territorio. Per qualcuno però, l'entroterra maceratese è solo un punto di arrivo; una terra da sacrificare sull'altare della 'regione virtuosa'.

(sotto alcune foto della manifestazione di sabato 12 dicembre, clicca sulle immagini per ingrandire)








Questo è un articolo pubblicato il 12-12-2015 alle 12:03 sul giornale del 14 dicembre 2015 - 829 letture

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