Chiusura punti nascita, Delpriori: 'Regione in difficoltà' Ruggeri: 'Inaccettabile'

delpriori matelica 2' di lettura 19/12/2015 - Prime reazioni anche a Matelica in seguito alla decisione della Regione Marche di chiudere i punti nascita di San Severino e Fabriano.

Ad esprimersi, nel corso di un'assemblea sulla sanità locale nel pomeriggio di sabato presso la sala Boldrini, sono stati il sindaco Alessandro Delpriori ed il vicesindaco Anna Grazia Ruggeri. "La Regione è in difficoltà - ha commentato il primo cittadino di Matelica - il decreto Lorenzin è chiaro sulla deroga per le aree montane. Entrambi gli ospedali però non sono dotati di rianimazione pediatrica, anche se Fabriano ha il reparto di rianimazione. Noi come Comune non possiamo schierarci con Fabriano o San Severino, però ci auguriamo che la Regione prenda provvedimenti."

Molto più duro invece il commento del vicesindaco Anna Grazia Ruggeri, quasi demoralizzata dalla decisione della giunta Ceriscioli. "Se ne parla da anni di questa chiusura - ha detto - però sembrava una prospettiva lontana. Ora che si sta concretizzando ricordo quando nel '97 fu chiuso il reparto di Camerino, addirittura Mozzoni fu inseguito e picchiato durante una delle manifestazioni, ma la decisione non cambiò. Noi quindi possiamo protestare, raccogliere firme, incatenarci ecc. ma senza un risveglio di una delle figure politiche che hanno preso la decisione, non possiamo fare nulla. Finché Ceriscioli non si rende conto della gravità di questo provvedimento, sarà dura mantenere almeno uno dei due punti nascita di questo entroterra. Purtroppo siamo solo dei numeri - ha concluso la Ruggeri - e questo è inaccettabile."

Presente all'assemblea anche il consigliere regionale Sandro Bisonni del Movimento 5 Stelle, che ha fornito il suo punto di vista interno alla situazione: "In commissione sanità si parla di creare strutture locali specializzate ed un unico ospedale provinciale - ha spiegato - ci vorranno anni, ma alla fine si farà. Tutto per Ceriscioli e giunta è legato a fattori economici e per noi dell'entroterra naturalmente questo è un grande svantaggio. Sinceramente ho girato molto le Marche ultimamente ed in nessun Comune ho visto un sindaco così tranquillo" ha concluso rivolgendosi a Delpriori.

Insomma anche da Matelica inevitabile il dissenso nei confronti di una decisione calata dall'alto a discapito di un intero territorio: sia quello fabrianese, sia quello settempedano, ma soprattutto anche matelicese. La città di Enrico Mattei si trova infatti proprio in mezzo ai due poli, con i punti nascita di Jesi e Macerata rispettivamente a 50 e 45 km, tra curve, centri abitati e strade indecenti.






Questo è un articolo pubblicato il 19-12-2015 alle 19:20 sul giornale del 21 dicembre 2015 - 1597 letture

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