Punto nascita, ultimatum alla Regione: "O ci ascoltano o parte lo sciopero della fame"

ospedale di san severino 2' di lettura 21/01/2016 - L'entroterra non ci sta. La chiusura del punto nascita di San Severino è la punta dell'iceberg dei tagli a danno delle aree interne.

Per questo in tantissimi hanno protestato e continueranno a farlo finché sarà possibile. Dal 31 gennaio infatti il provvedimento che prevede la chiusura dei punti nascita di San Severino, Fabriano e Osimo diventerà effettivo. Un taglio a mannaia che non tiene conto della deroga Lorenzin: in territori montani, a causa della particolare morfologia del territorio, gli ospedali che superano i 500 parti all'anno (come quello di San Severino) possono, secondo proprio il ministro della Salute, mantenere attivo il reparto nascite.

Inutile sottolineare l'eccellenza dello staff medico che opera nella struttura settempedana, inutile tener conto della disperata viabilità dell'entroterra maceratese; inutile persino seguire le direttive nazionali dettate appositamente dal Ministero. Per Ceriscioli i tre punti nascita vanno chiusi a vantaggio di un nuovo modello sanitario regionale.

Naturalmente la popolazione delle tre zone è insorta: salita la protesta in Regione, nelle piazze e davanti ai plessi ospedalieri, ora è l'annuncio di un membro del Tribunale del Malato di San Severino a far tremare gli organi regionali. "Se entro martedì non vediamo un cambiamento siamo pronti allo sciopero della fame" ci ha detto telefonicamente Roberto Pioli che poi ha spiegato: "Viviamo in un territorio con grandi problematiche, questo taglio è assurdo. Quello che più ci fa rabbia è che il governatore Ceriscioli non ci ascolta e non opera in salvaguardia dei nostri diritti".

Proprio per questo motivo da martedì (26 gennaio) alle ore 12 partirà lo sciopero della fame. "Sono pronto in prima persona a lottare con tutte le mie forze - sostiene Roberto - e quindi da martedì mi attrezzerò presso l'ospedale ed inizierò insieme a chiunque mi supporterà lo sciopero della fame. Finché Ceriscioli o chi per lui non viene presso la nostra struttura ospedaliera per un faccia a faccia, noi proseguiremo con lo sciopero." Lo scopo è quindi quello di poter instaurare un dialogo; Ceriscioli infatti finora ha ignorato le proteste dei settempedani, eludendo addirittura l'invito del sindaco Cesare Martini ad intervenire in occasione di un consiglio comunale straordinario (leggi).

Nel frattempo continuano anche le attività del Comitato a salvaguardia dell'ospedale B. Eustacchio: giovedì sera (21 gennaio) alle ore 21 è indetta una riunione aperta a tutti per discutere delle prossime iniziative a supporto del punto nascita. Infine è ancora possibile firmare la petizione popolare presente in tante attività dell'entroterra (leggi).

(nella foto sotto Roberto Pioli, clicca sull'immagine per ingrandire)








Questo è un articolo pubblicato il 21-01-2016 alle 16:33 sul giornale del 22 gennaio 2016 - 885 letture

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