Carcere di Camerino, interviene il Sindacato della Polizia Penitenziaria: "E' anti-economico e pericoloso"

Carcere di Camerino 2' di lettura 03/02/2016 - La capienza del carcere di Camerino indica in 40 i posti letto regolamentari. “Ma la realtà è un'altra:”, denuncia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, il primo e più rappresentativo della Categoria.

Spiega il Segretario Regionale SAPPE delle Marche Nicando Sivestri: “Alla data del 31 gennaio scorso, c’erano in realtà 48 detenuti presenti, dei quali 42 uomini e 6 donne. 24 gli imputati e 24 i condannati mentre, complessivamente, gli stranieri tra le sbarre sono 25. Tutti 'stipati' nelle sole 7 celle del penitenziario, alcune senza finestre, che calpestano le condizioni minime di vivibilità dei ristretti (con buona pace delle dichiarazioni del Ministro della Giustizia Andrea Orlando sulla vivibilità attuale delle carceri del Paese) e che costringono i poliziotti penitenziari a svolgere i quotidiani compiti istituzionali con grande professionalità e umanità, ma grande stress, viste anche le oggettive carenze organiche. Ha senso tenere aperta una struttura detentiva di questo tipo, viste le molte criticità compresa quella che i detenuti stanno nell’ozio pressochè tutto il giorno?”.

“La situazione di Camerino deve fare riflettere seriamente - aggiunge da Roma, il Segretario Generale del SAPPE Donato Capece - tenere i detenuti a non far nulla, anche nei momenti previsti di socialità, può essere grave e pericoloso. Ma deve fare seriamente riflettere anche sulle pericolose condizioni di lavoro dei poliziotti penitenziari, che ogni giorno di più rischiano la propria vita nelle incendiarie celle delle carceri italiane. Le carceri sono più sicure assumendo gli Agenti di Polizia Penitenziaria che mancano, finanziando gli interventi per far funzionare i sistemi antiscavalcamento, potenziando i livelli di sicurezza. Altro che la vigilanza dinamica, che vorrebbe meno ore i detenuti in cella senza però fare alcunchè. Al superamento del concetto dello spazio di perimetrazione della cella e alla maggiore apertura per i detenuti deve associarsi la necessità che questi svolgano attività lavorativa e che il personale di Polizia Penitenziaria sia esentato da responsabilità derivanti da un servizio svolto in modo dinamico, che vuol dire porre in capo a un solo poliziotto quello che oggi fanno quattro o più agenti, a tutto discapito della sicurezza. Le idee e i progetti dell’Amministrazione Penitenziaria, in questa direzione, si confermano ogni giorno di più fallimentari e sbagliati”.

Capece e Silvestri concludono sostenendo che “la Polizia Penitenziaria di Camerino continua a ‘tenere botta’, nonostante le quotidiane criticità e la grave carenza di poliziotti. Ma è necessario chiedersi se ha ancora senso tenere aperto il carcere di Camerino, considerata la sua palese anti-economicità”.


   

da Sappe
Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-02-2016 alle 14:48 sul giornale del 04 febbraio 2016 - 1008 letture

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