Settempedani deportati nei lager nazisti: altre due medaglie consegnate dal Prefetto di Macerata

2' di lettura 12/03/2016 - Il Prefetto di Macerata, Roberta Preziotti, ha voluto ricevere, insieme al sindaco di San Severino Marche, Cesare Martini, le famiglie dei settempedani Gino Sigismondi e Armando Montedoro che sono stati insigniti delle medaglie assegnate ai deportati o agli imprigionati nei lager nazisti durante la seconda guerra mondiale.

La consegna dei riconoscimenti era avvenuta ufficialmente nei mesi scorsi presso il palazzo della Prefettura di Macerata ma non tutti i parenti dei due eroi settempedani, da tempo deceduti, avevano potuto prendere parte all’iniziativa.

Grazie alla grande disponibilità mostrata dal Prefetto e alla sua profonda umanità, si è così svolta una breve ma intensa cerimonia nella sala Rossa del Municipio alla presenza, fra gli altri, anche degli assessori Simona Gregori e Giampaolo Muzio. Per le due famiglie sono intervenuti Gabriele Montedoro e Maria Teresa Domizi insieme a Renata Sigismondi.

Commozione ed emozione nel ricordo dei loro cari cui è stato reso omaggio alla memoria ricordando le difficoltà di una così orribile esperienza, le sofferenze e le umiliazioni subite durante la prigionia. “La memoria è stata per tanti, troppi anni, sepolta da tutti – ha ricordato il sindaco, Cesare Martini, che ha ringraziato il Prefetto per la grandissima sensibilità mostrata quale funzionaria al servizio presso il ministero dell’Intero nello svolgere un certosino lavoro di ricerca che ha portato a rintracciare i nomi di chi fu internato o deportato nei campi di concentramento – Vorrei ringraziarla anche per la vicinanza che a capo di un’istituzione così importante ha mostrato, in questo suo anno di presenza a Macerata, nei confronti dei cittadini – ha poi sottolineato quasi commosso, rivolto sempre al Prefetto, il sindaco Martini, che ha anche ricordato – Sono rimasto profondamente sorpreso quando mi ha chiesto di poter incontrare queste famiglie che non avevano potuto prendere parte alla cerimonia in Prefettura. Il fatto che oggi lei sia qui a San Severino, dove mi auguro di poterla tornare ad ospitare presto per mostrarle le straordinarie bellezze di questa nostra città d’arte, ci inorgoglisce veramente”.








Questo è un articolo pubblicato il 12-03-2016 alle 15:56 sul giornale del 14 marzo 2016 - 538 letture

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