Spento l'impianto biogas a Matelica, Baldini: "Centrale troppo grande per l'alta Vallesina"

Biogas Matelica 3' di lettura 04/05/2016 - La famigerata centrale biogas sita in loc. Pezze di Matelica, lungo la strada che da Matelica porta a Cerreto, è stata spenta!

Come si può vedere chiaramente dalla foto, anche se in controluce, uno dei due "palloni" che coprono i grandi digestori della centrale, si è completamente afflosciato, mentre l'altro si sta progressivamente sgonfiando, come evidenziato dalle pieghe.

Da tempo giravano indiscrezioni sul fatto che la centrale fosse stata spenta o tenuta accesa al minimo, ma ora questa foto dimostra che effettivamente la centrale non è più funzionante! Come si ricorderà, dopo che si era scoperto che la centrale non era stata dotata di un macchinario per abbattere le emissioni di gas nocivi, previsto invece nel progetto, il GSE (Gestore Statale per l’Elettricità) aveva interrotto la connessione con la rete elettrica, determinando di fatto lo stop anche dei pagamenti all'Azienda per l'energia prodotta dalla centrale. Senza sovvenzioni statali o comunitarie, come peraltro sostenuto per anni anche da chi scrive, questo tipo di centrale non risulta più conveniente per chi le gestisce, quindi sembra che ora la ditta stia trasferendo il materiale vegetale, utilizzato come "combustibile", in Toscana, dove gestisce altri impianti simili.

Dopo anni di lotte da parte di comitati cittadini, costituitisi contro la costruzione di questa centrale, come delle altre in tutta la Regione, dopo i ricorsi al TAR, le inchieste ancora aperte della Procura di Ancona, gli esposti, le raccolte di firme, le manifestazioni pubbliche e in Regione ecc…, finalmente sembra che anche per la centrale biogas di Matelica si possa scrivere la parola “FINE”!

E paradossalmente il motivo del suo spegnimento non è stato l’inquinamento atmosferico prodotto dalle emissioni e nemmeno quello determinato dal “digestato” riversato sui campi, nei corsi d’acqua o nelle falde acquifere, ma neppure il danno prodotto all’immagine del territorio, ed alle produzioni agricole di qualità. No, la causa è semplicemente dovuta al fatto, come ha sempre sostenuto chi si è opposto alla centrale, che il territorio dell’alta valle Esina, per la sua conformazione morfologica e fisica, non era in grado di poter sostenere un impianto di così grandi dimensioni, tanto che il materiale vegetale necessario a tenere accesa la centrale doveva infatti essere fatto venire da molto lontano, con notevoli spese di trasporto.

Resta ora da capire, se come sembra ormai chiaro la centrale non verrà più riaccesa, che cosa ne sarà dell'impianto e soprattutto chi pagherà le ingenti spese di smantellamento e di bonifica del sito. Secondo giustizia dovrebbero pagarle coloro che quella centrale l'hanno fortemente voluta ad ogni costo, ed hanno fatto carte false perché fosse costruita proprio in quel posto.

Costoro sono i politici e gli amministratori locali e regionali di cui si sanno perfettamente le responsabilità e i ruoli svolti negli anni in cui le centrali biogas furono autorizzate e costruite in tutta la Regione! Ma, come sempre, vedrete che a pagare anche stavolta saranno solo i comuni cittadini…


   

da Danilo Baldini
Comitato tutela del territorio





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-05-2016 alle 11:52 sul giornale del 05 maggio 2016 - 2611 letture

In questo articolo si parla di attualità, matelica, Danilo Baldini, biogas, tutela del territorio

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