Paola Turci a Matelica per la rassegna 'Non a voce sola', l'assessore Pennesi: "Sarà momento di riflessione"

Paola Turci 5' di lettura 13/09/2016 - Non a Voce Sola arriva al suo ottavo appuntamento, sempre sull'onda del fil rouge del corpo politico delle donne, con un'ospite d'eccezione, che di corpo e presenza attiva nella sua esperienza di vita, ha molto da narrare. Stiamo parlando della cantautrice e strumentista italiana Paola Turci, che sarà ospite venerdì 16 settembre alle 21,15 a Matelica, in Piazza Enrico Mattei ed, in caso di maltempo, presso il Teatro comunale “G. Piermarini”.

Paola Turci (nella foto) è nata a Roma nel 1964, e ha cominciato la sua carriera musicale nel 1986, salendo sul palco di Sanremo Giovani con la canzone L'uomo di ieri, riscuotendo un grande successo di pubblico e di critica. A questo primo, sono seguiti molti altri successi discografici, come gli album Ragazza Sola, Ragazza blu (1988) e Paola Turci (1989). In quest'ultimo vi era la famosa hit e malinconica riflessione di autocoscienza dal titolo Ti amerò lo stesso, amatissima dal suo pubblico. Nel 1993 è vittima di un tragico incidente sulla Salerno-Reggio Calabria, che minaccia di mettere fine alla sua salute, con una grave ferita al viso che rischia di farle perdere la vista, e alla sua carriera minacciata da un brusco fermo che durerà più di due anni. Paola Turci però, sorprendendo tutti, tira fuori la sua forza di volontà e la voglia di riprendere in mano il suo corpo e metterlo di nuovo sulla scena pubblica, e, dopo lo stop e alcuni delicatissimi interventi chirurgici, torna a calcare le scene. Realizza nuovi album, sia pop-rock che indipendenti, con case discografiche nuove e in crescita, come la WEA e la NUN. Dal 1997 si susseguono i suoi nuovi successi, come l'album Oltre le nuvole, contente alcune tra le sue hit che ancora oggi tutti canticchiano, come Sai che è un attimo. Nel 2000 pubblica il nuovo cd Mi basta il paradiso, con cui raggiunge la top ten grazie alla cover molto ricca e rivisitata di Faith Hill, che intitola Questione di Sguardi. Nel 2006 Paola Turci entra in una fase più sperimentalista della sua carriera, con la realizzazione di una performance tra musica e danza con il ballerino Giorgio Rossi, che porterà alla creazione dello spettacolo Cielo, concerto per un corpo sonoro ed una voce danzante, con grande successo di critica e pubblico. La sperimentazione di nuove forme di espressione corporea e vocale è anche il filo conduttore che guida la sua direzione artistica del festival internazionale di Musica Rock tutto al femminile Venere Elettrica di Perugia. Nel 2013 si trasferisce a Parigi in cerca di nuova vita e nuova aspirazione. Il primo passo è a ritroso, è nel ritrovare la propria identità di donna, di artista, e di corpo vivo e politico nella riflessione della propria esperienza di vita. E' così che comincia a scrivere, con Enrico Rotelli, la propria autobiografia, dal titolo Mi amerò lo stesso, dove decide di raccontare la sua vita di donna per la musica e la scena pubblica.

Così l'Assessore alla Cultura del Comune di Matelica, Cinzia Pennesi, ha accolto l'arrivo di Non a Voce Sola e della sua ospite d'eccezione nella propria città: “E’ con grande soddisfazione che la città di Matelica ospiterà la cantautrice, Paola Turci, il cui percorso artistico e di vita rende ancora una volta la rassegna Non a voce sola un importante momento di riflessione sulle tematiche di genere”.

Oriana Salvucci, direttrice artistica della rassegna, ha così definito la personalità forte, e allo stesso tempo delicata e complessa, di Paola Turci: “Conoscevo Paola Turci cantautrice, conoscevo i testi , le note che accompagnano le canzoni, ho amato alcuni suoi pezzi intensamente: Bambini, Volo così, Stato di calma apparente ed altre ancora. Conoscevo l'artista, ma non la persona, quello che si cela dietro una vita. Il libro di Paola Turci sorprende perchè sembra senza filtri. Una donna che decide di raccontarsi nella sua forza e nella sua fragilità. Il dato significativo è questo suo essere in cammino, l'essere una desiderantes nel senso etimologico del termine. Un percorso umano e artistico che è un itinerario di crescita e di conoscenza di se stessi. Con grande coraggio, con grande determinazione Paola affronta la tempesta, la tempesta come metamorfosi, come cambiamento, come rinascita, come capacità di adattamento, come intelligenza del vivere, come saper vivere. Uno dei messaggi di questo libro penso sia questo, ma soprattutto imparare a conoscere ed amare se stessi. Il fil rouge della Rassegna quest'anno è titolato "Il corpo politico delle donne", aldilà dell'enunciazione che può sembrare oscura, si voleva analizzare la relazione spesso contraddittoria fra il corpo della donna e la politica intesa come spazio pubblico. Il corpo della donna è stato spesso ostaggio della storia e oggetto di mediazione politica. E' necessario che le donne tornino ad abitare il proprio corpo, è un po' l'augurio di questa edizione ispirato alle parole di Maria Zambrano che voglio citare: " Svegliarsi ed entrare, per prima cosa, nel nostro corpo, ricordarlo senza rancore, entrare ad abitarlo e a recuperare la nostra anima con la sua memoria, la nostra vita con le sue occupazioni." E' quello che fa Paola Turci nel suo libro, ricorda il corpo senza rancore ed entra ad abitarlo."






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-09-2016 alle 12:05 sul giornale del 14 settembre 2016 - 1210 letture

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