Terremoto: situazioni sempre più difficili per gli allevatori dell'entroterra. 60mila gli animali a rischio

1' di lettura 31/10/2016 - Sono oltre sessantamila gli animali a rischio nelle stalle delle zone terremotate, con una situazione che si fa sempre più grave con il passare delle ore per le difficoltà a gestire mucche, pecore e maiali con strutture e fabbricati gravemente lesionati.

A lanciare l’allarme è la Coldiretti Macerata sulla base dell’ultimo monitoraggio effettuato tra le aziende danneggiate. Nei comuni dell’area più colpita sono allevate circa 9mila mucche, 40mila pecore e quasi 13mila maiali, che concorrono in maniera importante all’economia del territorio, dove l’agricoltura è il settore più presente ma anche il più colpito.

Molte le situazioni drammatiche, da chi ha perso casa e stalla ed è costretto ora a dormire in auto o addirittura in gazebo di fortuna per non lasciare soli gli animali a chi ha avuto il caseificio lesionato e ora non sa come fare a gestire il latte che deve necessariamente mungere dalle proprie mucche. Ma c’è anche chi ha avuto la stalla dei maiali inagibile e ora non sa dove collocare centinaia di capi, che non possono essere certo portati al pascolo come mucche e pecore. E il sisma ha lesionato anche gli agriturismi. Non a caso la Coldiretti ha rivolto un appello agli agricoltori associati di tutta Italia per l’invio immediato di roulotte e camper per consentire agli allevatori terremotati di non abbandonare le aziende.

(nelle foto gli animali e i danni all'azienda agricola di Maccario Aureli di Pievebovigliana)








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-10-2016 alle 17:19 sul giornale del 01 novembre 2016 - 1694 letture

In questo articolo si parla di attualità, terremoto, agricoltura, coldiretti, Pievebovigliana

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