Preoccupazione per la fauna dei Sibillini a causa del sisma: fuggiti alcuni cervi e caprioli dal centro faunistico (foto)

3' di lettura 06/12/2016 - C’è preoccupazione fra gli operatori faunistici dell’Ente Parco dei Sibillini e quelli del WWF per gli animali selvatici dell’intera area, scappati o feriti a causa del forte sisma che continua a far tremare la terra a confine fra Marche, Umbria e Lazio.

Diversi i danni provocati sia a livello morfologico, dove si sono verificati grossi cambiamenti del suolo e del sottosuolo, che sono al vaglio dei geologi, sismologi ed esperti. Colpito anche il Centro Faunistico “Il Cervo” di Castelsantangelo sul Nera, gestito da Massimo Dell’Orso. Allagamenti e danni a voliere e recinzione hanno messo in fuga parte degli animali ospiti, mentre altri sono stati trasferiti in attesa di ritornare al più presto alla normalità. Fra i pochi rimasti il lupo Merlino, mentre la cerva Carlina (cresciuta dall’uomo e fortemente impaurita dalle scosse, nella foto a lato) non si è allontanata dal suo custode Massimo Dell’Orso, ma in forma precauzionale è stata trasferita nel parco della “Città della domenica” di Perugia come attrazione per i bambini.

Stesso discorso per l’aquila reale Rebecca (uno splendido esemplare maschio, malgrado il nome datogli dai bambini delle scuole di Visso) che avendo avuto la voliera distrutta è stata trasferita presso il Centro di Recupero degli Animali Selvatici (C.R.A.S.) del WWF nel Parco della Gola della Rossa e di Frasassi insieme ad un falco della specie Gheppio.

Unico rimasto nel centro di Castelsantangelo sul Nera il lupo Merlino di sette anni, come detto prima, salvato quando era cucciolo e malato, poi cresciuto sempre alla presenza dell’uomo. Per questo Merlino, come la cerva Carlina, non possono essere rilasciati in natura, perché non più abituati allo stato selvatico. Liberati invece cinque “allocchi” (una specie di gufo).

Per l’impatto subito durante il sisma sul Monte Bove, fortemente segnato anche da un vistoso abbassamento del suolo, il timore maggiore è per il gruppo di camosci. “Dopo il sisma la situazione è molto complessa – dice il dottor Alessandro Rossetti del servizio gestione del territorio dell’Ente Parco dei Sibilini (nella foto sotto) – anche per il fatto che le strade ed anche alcuni sentieri di montagna sono interrotte a causa di frane e caduta massi, che hanno cambiato anche il corso e le portate dei fiumi, creando grossi problemi. Per questo anche l’operazione di monitoraggio della fauna è molto difficoltosa. Addirittura nei primi giorni successivi al sisma era stata interrotta, poi l’abbiamo ripresa, ma le problematiche restano”.

L’attenzione si è subito concentrata sul gruppo dei camosci sul Monte Bove, una specie reintrodotta da qualche anno e che costituisce una delle attrazioni principali di animalisti, escursionisti e turisti. “I camosci vivono arrampicati sulle rocce, in particolare sul Monte Bove dove è raccolta la gran parte di essi – prosegue Rossetti – e il rischio di aver perso qualche capo c’è per via delle pesanti rocce cadute o perché scivolati durante la fuga. Speriamo di avere meno perdite possibili. Non sappiamo esattamente quanti camosci mancano all’appello. Il gruppo era abbastanza numeroso. Qualcuno manca, ma una cinquantina sono stati comunque avvistati. Man mano che sarà controllata l’area avremo sicuramente il quadro più chiaro. La maggior parte sono in salvo e speriamo di ritrovarne anche altri”.

Inoltre 19 cervi e 2 caprioli, che vivevano all’interno del centro faunistico di Castelsantangelo sul Nera, sono fuggiti a seguito dei danni lungo la recinzione provocati dalla caduta di massi.

(nelle foto sotto: il centro faunistico di Castelsantangelo invaso dall'acqua, alcuni tra gli animali fuggiti, il lupo Merlino, l'aquila Rebecca e il dr. Rossetti; clicca sulle immagini per ingrandire)


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it







Questo è un articolo pubblicato il 06-12-2016 alle 16:37 sul giornale del 07 dicembre 2016 - 3978 letture

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