Psicologi a lavoro a San Severino per lenire le ferite del sisma: "Il lavoro più difficile è con gli adulti"

Psicologi San Severino 2' di lettura 06/12/2016 - Lavorano fianco a fianco delle istituzioni già da giorni ed erano presenti a scuola, nelle scorse settimane, anche in occasione del rientro degli alunni all’Istituto comprensivo “P. Tacchi Venturi” per tranquillizzare i più piccoli e, insieme a loro, i loro professori e le famiglie.

Sono gli psicologi del Corpo italiano di soccorso dell'Ordine di Malta (Cisom) che stanno affrontando l’emergenza insieme ai colleghi psicologi della Croce Rossa Italiana e alle crocerossine volontarie con indosso la divisa blu. La mattina prestano la loro opera anche a scuola poi mattina, pomeriggio e sera nei Centri d’accoglienza.

“Si percepisce una grandissima paura trasversale: colpisce tutti, dai più piccoli agli anziani. Si avverte soprattutto una grande insicurezza a riprendere l'attività quotidiana”. Così uno degli psicologi del Corpo italiano di soccorso dell'Ordine di Malta (Cisom) ha raccontato all'agenzia di stampa AdnKronos come vive la gente colpita dalle terribili scosse di fine ottobre e che cosa si sta facendo per aiutare le persone a superare il trauma della distruzione. Un lavoro di squadra con i tanti volontari del Cisom tra cui soccorritori, psicologi appunto ma anche sanitari e operatori del Malteser International che arrivano da Germania, Austria e Francia.

“Lavoreremo sul territorio fino a che ci sarà bisogno di noi. Stiamo approntando vari servizi per far tornare la gente a vivere normalmente. In particolare aiutiamo le persone del posto (ci sono tanti anziani, così come bambini) a superare la paura, a riprendere sicurezza affinché si torni alle attività di routine: dal lavoro, allo studio, alla vita familiare di tutti i giorni. Quel che spieghiamo innanzitutto alle persone - riferisce l'esperto - è che il cervello reagisce d'impulso di fronte a un evento imprevisto e destabilizzante: una reazione naturale che purtroppo manda in tilt la sicurezza, ma che non ha niente a che fare con il cambiamento della personalità. Questa è un'informazione molto importante, perché molti pensano che non si possa tornare a essere più come prima. Quindi insegniamo loro tecniche di pronto intervento psicologico per evitare che la preoccupazione si trasformi in ansia. I bambini reagiscono più rapidamente - evidenzia lo psicologo - Questo perché davanti a sé hanno una prospettiva del futuro e quindi ogni stimolo è per loro fonte di gratificazione. Più difficile è il lavoro con gli adulti che hanno consolidato una vita. Si pensi a un anziano che ha costruito attorno a sé tutta una serie di sicurezze (casa, lavoro, routine familiare) e poi da un momento all'altro c'è il crollo. Più si è grandi, più si pensa che manchi il tempo di ricostruire la vita: un dolore aggiunto per gli anziani che sentono di non potersi più riprendere ciò che hanno perso”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-12-2016 alle 10:54 sul giornale del 07 dicembre 2016 - 3685 letture

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