L'appello di Legambiente dopo il sisma: "I beni culturali devono rimanere fruibili nel territorio"

4' di lettura 18/12/2016 - “Le opere d’arte recuperate dai comuni colpiti dal terremoto devono rimanere nei territori”. Questa è la proposta di Legambiente per una gestione innovativa e per la valorizzazione in loco del patrimonio storico artistico delle zone colpite.

Spostarle significherebbe impoverire questi luoghi, già così fortemente compromessi di una risorsa identitaria fondamentale. L’idea è di mettere in sicurezza le opere d’arte recuperate e contemporaneamente renderle fruibili in magazzini o depositi, appositamente attrezzati nei luoghi più vicini possibile alle zone colpite, per rinsaldare il sentimento di coesione di cui ha bisogno una comunità per ricominciare a pensare al futuro senza rischiare di disgregarsi. Depositi che possono diventare veri e propri laboratori e spazi multifunzionali per mostre ed eventi, capaci di creare occupazione e flusso turistico, e aperti alle scuole, ai restauratori, agli amanti dell’arte, alle università, ai centri di formazione e agli addetti ai lavori che dopo il terremoto hanno perso l’impiego.

I cittadini di questi borghi potranno, così, rivedere le opere delle loro chiese, dei loro musei e dei luoghi della loro quotidianità, organizzati in allestimenti che valorizzano anche le terre di provenienza, con una chiave di lettura orientata alla cultura della prevenzione e della gestione dell’emergenza. “Con questa proposta - dichiara Rossella Muroni, Presidente nazionale di Legambiente - vogliamo creare una rete territoriale legata alle radici delle nostre terre, dando così avvio ad una filiera virtuosa capace di creare nuovo flusso turistico ed occupazionale, per dare nuovi impulsi e nuova economia alle aree colpite”.

La regione Marche, come gli altri territori colpiti dal sisma, è caratterizzata da piccole e medie imprese, che operano in settori molto diversi tra loro e, soprattutto nell’ultimo decennio, l’economia legata al turismo ha fatto da vero ammortizzatore sociale contro la grave crisi che da tempo attanaglia industria e artigianato. Beni culturali, ambiente, prodotti tipici e tradizionali sono i fili della trama del tessuto socio-economico di queste regioni, e in particolare delle aree collinari e montane marchigiane. Nell’area interessata dal sisma il tessuto socio-economico ha subito uno strappo terribile e il territorio ha perso quasi completamente la capacità ricettiva, produttiva e commerciale.

A questo si aggiungono centri storici parzialmente o completamente inagibili con la conseguente perdita di un immenso patrimonio artistico e di tanti luoghi di aggregazione sociale e culturale come chiese, musei, biblioteche e teatri, ora gravemente lesionati. Per questo Legambiente è convinta che mantenere il patrimonio storico-artistico nelle zone più prossime ai luoghi di origine, anche nella fase della ricostruzione, sarà sicuramente un elemento di traino per riavviare i flussi turistici anche prima della tempestiva ricollocazione delle opere.

“Per tutte queste ragioni – aggiunge Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche - chiediamo a tutti gli enti preposti di mantenere le opere d’arte recuperate nei territori e dislocarle in sicurezza in depositi e laboratori appositamente attrezzati, collocati in punti strategici e in stretta prossimità ai luoghi di provenienza. Inoltre, proponiamo di creare un laboratorio regionale visitabile e attrezzato per il restauro e la manutenzione delle opere danneggiate e di realizzare, nell’area colpita dal terremoto, una rete di depositi attrezzati visitabili per le opere non danneggiate. Il laboratorio di restauro e manutenzione delle opere recuperate, nonché gli allestimenti di depositi e mostre, saranno una fonte straordinaria di ricerca e sperimentazione nei settori in cui importanti istituti locali operano da anni nel campo del restauro come l’Università di Camerino, l’Università di Macerata, l’Accademia di Belle Arti Macerata oltre ai numerosi istituti professionali dell’area colpita. Per discutere tutto questo è urgente riunire un tavolo di lavoro tra gli enti proprietari dei beni, il Mibact, la Regione e le forze sociali ed economiche del territorio, per costruire insieme una risposta forte e concreta, innovativa e coraggiosa, che riparta e valorizzi i territori colpiti a cui dare una speranza concreta di rinascita. Dopo la straordinaria risposta al terremoto del 1997, questa può rappresentare un’altra importante occasione per rafforzare il modello Marche”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-12-2016 alle 12:27 sul giornale del 19 dicembre 2016 - 818 letture

In questo articolo si parla di attualità, terremoto

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